Il sindacato balneari: «Misure sbagliate nel piano demaniale»

14 Agosto 2018

Tra lo stato di fatto e le concessioni calcolate ci sarebbe netta differenza. Scilli: tutto da rifare, si muova la Regione

GIULIANOVA. Il Sib (sindacato italiano balneari) afferma che le misurazioni applicate al piano demaniale marittimo comunale approvato nel 2007 sono inesatte. Domizio Luigi Scilli, presidente provinciale del Sib, sottolinea che dall’elaborato “A” dello strumento urbanistico si evince che «le aree demaniali che interessano la città di Giulianova costituiscono una fascia di territorio di circa 5.000 metri di lunghezza con una profondità media di 95 metri, pari a circa 47 ettari». Secondo il sindacato l’estensore del documento calcola che, dedotte le aree portuali interne, l’ambito di intervento sarebbe di metri lineari 4.360. «Da un attento esame dei carteggi», sostiene Scilli, «la parte da sottrarre sarebbe di 800 metri lineari in quando la stessa comprende la zona a sud del porto fino al Lido Cesare. A seguito di tale assestamento le aree demaniali in concessione, di competenza comunale, subiscono una variazione sostanziale rispetto a quanto riportato. Infatti, la verifica percentuale delle spiagge libere si attesta attorno al 29% (1.104 metri) che, sommate a quelle in concessione, costituirebbe un totale di 4.188 metri lineari contro i 4.360 metri risultanti dall’allegato “A” in possesso del comune». Altre incongruenze, secondo il Sib, emergerebbero dallo stato di progetto dove la differenza tra i diversi conteggi risulterebbe addirittura di 345 metri lineari.
Scilli va oltre, richiama le norme che regolano il Demanio marittimo e sostiene che il piano comunale sia stato redatto senza tener conto del codice della navigazione e senza considerare le differenze tra lido, spiaggia, rade, porti e foci dei fiumi. Il primo, ovvero il lido, è la parte del litorale fin dove arrivano le mareggiate e su cui si calcola la profondità ed il relativo canone concessorio. Insomma, secondo Scilli il piano demaniale non rispecchia e non fotografa la realtà, ma genererebbe confusione. «Lo stato di fatto», afferma il Sib, «sarebbe in contrasto con il piano elaborato dal comune. Considerazioni espresse tempo fa anche dai tecnici esterni chiamati per effettuare le relative verifiche». In buona sostanza, per il sindacato il piano demaniale sarebbe da rifare completamente tenendo conto degli elementi che in prima istanza sono stati ignorati. «Ci sono delle norme nazionali e sentenze della Cassazione», aggiunge Scill, «che vanno rispettate. E la Regione, che ha già invitato il Comune di Giulianova a rivisitare il piano, dovrebbe essere più vigile sulle attività degli enti locali per garantire alla pari il rispetto del diritto da parte di tutti. È anche per questo che abbiamo avanzato richiesta di accesso agli atti agli uffici regionali, ma nessuno risponde».
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