Il sindacato: «Serve l’intervento urgente del Governo»

14 Marzo 2024

TERAMO. «Un bollettino delle tragedie senza fine». Ad affermarlo è Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilp, sindacato degli agenti di custodia, dopo la morte in cella di Patrick Guarnieri....

TERAMO. «Un bollettino delle tragedie senza fine». Ad affermarlo è Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilp, sindacato degli agenti di custodia, dopo la morte in cella di Patrick Guarnieri. «Dall’inizio dell’anno sono 27, 24 detenuti e 3 appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria, i suicidi in ambito carcerario, in un bollettino che appare inarrestabile anche per l’inerzia e l’inezia della politica che ha governato almeno nell’ultimo ventennio. E non pervengono segnali confortanti neppure dall’esecutivo in carica. Basti pensare che il presidente del consiglio Giorgia Meloni mercoledì scorso ha incontrato le rappresentanze e i sindacati delle forze dell’ordine, ma non quelli della polizia penitenziaria». De Fazio sottolinea che «persino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il contesto di criticità del sistema carcerario, volendo mandare un messaggio non solo al Corpo di polizia penitenziaria che lunedì ha celebrato il 207° annuale, ma anche alla politica».
Per la senatrice di Alleanza Verdi-Sinistra Italiana Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, si tratta di una «strage infinita» nelle carceri. «Mi chiedo a quante altre tragedie annunciatè, perché di questo si tratta, dobbiamo assistere, prima che si intervenga sulle condizioni disumane degli istituti di pena», afferma, «recentemente ho visitato la casa circondariale di Castrogno, dove ho potuto constatare di persona una situazione che definire critica è solo un eufemismo: sovraffollamento, eccessivo uso di psicofarmaci, problemi legati alle visite specialistiche dell'Asl e ovviamente agenti in sottorganico». Secondo Cucchi «un drammatico filo rosso unisce tutte le nostre carceri: le disumane condizioni di vita che riguardano tutti, detenuti e agenti, in perenne sotto organico. Una situazione che non si risolve con nuove fattispecie di reato, come fa questo governo o con continue strette securitarie, ma con un lavoro prima di tutto culturale. Bisogna far uscire dal regime di detenzione - spiega - chi è affetto da malattie psichiatriche, i tossicodipendenti, che dovrebbero essere seguiti in altre strutture più idonee e tutti coloro che sono in carcere per scontare i cosiddetti reati minori». L’associazione Antigone evidenzia che quello a Teramo è stato il terzo suicidio nelle carceri italiane registrato nel giro di poche ore dopo i casi di Pavia e in quello di Secondigliano. «Vanno prese misure dirette a ridurre drasticamente i numeri della popolazione detenuta», afferma il presidente Patrizio Gonnella, «chiediamo ancora una volta che Governo e Parlamento aprano una discussione pubblica sul tema carceri. Chiediamo a tutti i parlamentari di visitare le sezioni più affollate degli istituti di pena e quelle dove si vive peggio».