Il sindaco: è solo Villa Clemente la soluzione per avere un teatro

10 Novembre 2021

Nugnes: «Speriamo di ottenere il finanziamento di 5 milioni con il bando sulla rigenerazione urbana» Dal 1996 a oggi falliti diversi piani per il recupero dello storico edificio in stile liberty abbandonato

ROSETO. «Speriamo di ottenere il finanziamento di 5 milioni di euro con il progetto presentato dalla passata amministrazione sul recupero di villa Clemente per il bando sulla rigenerazione urbana. È l'unica soluzione al momento per avere un teatro a Roseto». A dirlo è il sindaco Mario Nugnes, consapevole della mancanza ormai cronica di uno spazio culturale a Roseto. Dopo la chiusura quattro anni fa del cine-teatro Odeon, infatti, la città non ha né un cinema né un teatro.
L'ex sindaco Sabatino Di Girolamo avrebbe voluto realizzare il teatro sul retro della villa Comunale, ma la spesa è ingente e sarebbe necessario qualche privato che possa investire. Nugnes però è convinto che il recupero di villa Clemente sia l'unica soluzione. «La conferma o meno del finanziamento dovremmo averla entro fine anno», aggiunge il sindaco, «se andasse in porto potremmo recuperare la villa che oramai è un rudere, e nel contempo realizzare un teatro necessario per la nostra città». Il progetto di recupero di villa Clemente è stato presentato a inizio giugno dalla scorsa amministrazione su proposta dei consiglieri dei gruppi “Roseto democratica” e “Roseto Protagonista”, per poi essere votato all’unanimità in consiglio comunale.
Per l’edificio storico in stile liberty ci sono state varie ipotesi per il suo recupero. Nel 1996 ci si è provato con il premio di architettura della fondazione Tetrakis, ma il progetto fu abbandonato dopo alcuni anni. Ad aprile 2017 si è fatto avanti l’ex deputato Giulio Sottanelli, portando a Roseto i vertici di Invimit, una società partecipata al 100 per cento dal ministero dell'Economia che si occupa della riqualificazione e ottimizzazione degli utilizzi degli immobili pubblici: un contatto con la precedente amministrazione c’era stato, ma anche in questo caso l’idea è stata poi accantonata. Infine nell’agosto del 2017 due architetti, Massimiliano Censi di Grottammare e Simone Patruno di Roseto, hanno proposto il sistema “Art bonus” coinvolgendo i cittadini rosetani, ma anche questo non è stato recepito.
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