Il sindaco: «Affossano il nostro ospedale»

Atri, critiche al declassamento della pediatria ma la Asl replica: «Il reparto resta, non è stato chiuso»
ATRI. Ancora depotenziamenti per l’ospedale di Atri. Dopo la chiusura del punto nascita e il declassamento dell’Utic, ora arriva il turno anche per il reparto di pediatria. Il Comune alza le barricate contro la delibera della Asl che applica il piano approvato dalla Regione. In sostanza l’unità operativa complessa di pediatria è stata declassata a unità semplice a valenza dipartimentale (Uosd) e il primario, Mario Di Pietro, trasferito a Teramo dove ancora c’è l’unità complessa. La Asl fa notare che in altri ospedali in cui è stato chiuso il punto nascita è stato contestualmente chiuso il reparto di pediatria, ma ad Atri è stata mantenuta l’Uosd.
«Persiste, in più, anche l'unità operativa semplice a valenza dipartimentale per la fibrosi cistica. I ricoveri in pediatria al presidio ospedaliero di Atri, infatti, sono stati 693 in regime di ricovero ordinario nel 2015 e in day hospital numero 189. Nell'anno in corso, 2016, nel primo semestre, si è arrivati a 357 ricoveri ordinari e 169 ricoveri in day hospital. A fronte di tutto ciò si è provveduto anche all'istituzione della Uosd di Oculistica che in precedenza era solo unità operativa semplice, che era senza autonomia nei confronti della struttura complessa di oculistica di Teramo. Si precisa, infine, che tali servizi sanitari, nonostante le attuali difficoltà e le carenze di personale, vengono mantenuti e taluni potenziati».
Taglio smorzato, secondo la Asl, ma al sindaco Gabriele Astolfi non scende giù. «Siamo di fronte all'ennesima dimostrazione di mancanza di un piano di rilancio e di progettualità da parte della Regione un ulteriore affronto per Atri e tutta l'area vasta Val Fino, Silvi, Pineto e parte della Val Vomano oltre che di una parte del Pescarese che da anni utilizza i servizi di eccellenza del nostro ospedale, che va così a perdere una struttura di grande efficienza. Il piano messo in atto dal Pd regionale, provinciale e locale sembra essere quello di ridurre il nostro ospedale a un mero poliambulatorio, ricovero per anziani e lungodegenza, a tutto vantaggio della sanità del Pescarese, soprattutto privata. Dispiace ancora di più vedere che quel provvedimento è stato firmato anche dalla concittadina Maria Mattucci, direttore sanitario. Un ringraziamento va al presidente Luciano D'Alfonso, all'assessore regionale Silvio Paolucci, al consigliere regionale Luciano Monticelli e infine all'intero Pd, che per anni, dalla campagna elettorale a oggi, hanno sempre ingannato i nostri concittadini affermando che il San Liberatore sarebbe stato potenziato». (a.f.;d.f.)
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