Il sindaco Brucchi si scusa per i disagi

«Non tutto ha funzionato per il meglio: capisco le lamentele dei cittadini, ma non accetto strumentalizzazioni politiche»
TERAMO. Chiede scusa ai cittadini che hanno dovuto sopportare disagi, ma non accetta le contestazioni “politiche”. Il giorno dopo la pesante nevicata che ha paralizzato la città, tra strade bloccate, alberi caduti, frane e blackout elettrico, il sindaco Maurizio Brucchi compila la lista dei danni e soprattutto analizza ritardi e carenze negli interventi per liberare le strade dalla neve.
«Si poteva fare meglio», esordisce, «ci sono stati problemi, ne siamo consapevoli». Nonostante la perturbazione fosse annunciata da giorni e le previsioni indicassero proprio per giovedì il momento di maggiore difficoltà, gli spazzaneve sono entrati in funzione solo nel tardo pomeriggio e i residenti di quasi tutti i quartieri hanno segnalato situazioni di pericolo e gravi disagi nella circolazione. Brucchi, però, respinge le accuse di superficialità ed inefficienza dell’amministrazione. «Il piano neve era pronto», tiene a precisare, «e come sempre divide il territorio comunale in comparti affidati alle ditte che collaborano con il Comune». Le cause di carenze negli interventi sulla viabilità saranno analizzate nella verifica che il sindaco ha avviato appena conclusa l’emergenza.
«Ho chiesto una relazione all'ufficio tecnico», continua, «durante la nevicata erano impegnati quindici mezzi ma su territorio molto vasto». Il sindaco ricorda di aver girato a lungo con la propria auto per constatare di persona i problemi nelle diverse zone. «I nostri operatori non si sono fermati per tutta la notte», fa notare Brucchi, «ma le condizioni erano proibitive». Ai problemi causati dalla neve lungo le strade si sono aggiunte le frane in vari punti della periferia e gli alberi caduti. «In alcune zone la carreggiata era bloccata», spiega il primo cittadino, «non era possibile raggiungerle».
Per rimuovere gli alberi dalle strade, oltre alla Team sono state impegnate tre ditte rimaste al lavoro fino allla tarda mattinata di ieri. L’oscurità totale in cui è piombata la città a causa del blackout, inoltre, secondo il sindaco ha reso ancor più difficili gli interventi. «Sono crollati i tetti di due case e abbiamo dovuto anche fare controlli nella discarica per il percolato», aggiunge Brucchi, «le lamentele dei cittadini sono giuste, in alcune zone i mezzi sono arrivati tardi e le difficoltà hanno riguardato anche una parte della viabilità principale, ma non c’era solo il problema della neve». Secondo il sindaco, insomma, le difficoltà sono derivate dalla violenza della perturbazione che, sebbene ampiamente prevista, ha innescato conseguenze peggiori rispetto alle attese. Le proporzioni dell'emergenza, sempre a detta di Brucchi, sono delineate proprio dalla prolungata interruzione della corrente elettrica. «Anche l'Enel era in allerta per l'ondata di maltempo», osserva, «ma il blackout è stato comunque pesante».
Lo testimonia il fatto che nella tarda mattinata di ieri più della metà delle utenze era ancora scollegata dalla rete. «Per questo abbiamo deciso di chiudere scuole e asili», chiarisce Brucchi, «e avviare una verifica sul funzionamento degli impianti in tutte le strutture prima della riapertura di lunedì». Il sindaco non si sottrae alle lamentele della popolazione ma rigetta le accuse lanciate dall'opposizione. «Mi scuso con chi ha subìto disagi»,, conclude, «accetto le crtitiche da parte dei cittaidini, ma non le strumentalizzazioni politiche di chi in piena emergenza fa affermazioni fuori dalla grazia di Dio».
Gennaro Della Monica
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