Il sindaco D’Alberto: «Difenderemo questa facoltà»
TERAMO. «Giurisprudenza non si tocca. È un’ipotesi impensabile, inaccettabile e irrealizzabile». Dopo l’allarme lanciato dagli studenti, ad intervenire sul futuro della facoltà di giurisprudenza dell’...
TERAMO. «Giurisprudenza non si tocca. È un’ipotesi impensabile, inaccettabile e irrealizzabile». Dopo l’allarme lanciato dagli studenti, ad intervenire sul futuro della facoltà di giurisprudenza dell’ateneo teramano è il sindaco Gianguido D’Alberto che pur dicendosi lieto delle rassicurazioni fornite da Mastrocola annuncia, a breve, la convocazione di un incontro con gli altri sindaci dei comuni abruzzesi «in cui sono presenti facoltà universitarie per verificare non le modalità per depauperare nella sua generalità il territorio, ma quelle per arricchirlo ulteriormente».
Ma non solo. Perché nella stessa nota il primo cittadino, nel sottolineare come tutti debbano fare la propria parte per «sostenere, garantire, rendere efficaci le attività di frequenza e di studio della facoltà», ed assicurare agli studenti «che raggiungono la nostra città quella fruizione della stessa che proprio loro reclamano a 360°», sottolinea come il Comune si sia già attivato per rilanciare il rapporto con l’ateneo. «Abbiamo già avviato una collaborazione concreta», scrive D’Alberto, «e ad essa aggiungeremo presto altri interventi. E in aggiunta a ciò, sottolineiamo i rapporti con l’ordine degli avvocati e con il tribunale proprio nell’ottica della valorizzazione della facoltà di giurisprudenza».
Il sindaco continua poi ricordando come il Comune stia predisponendo una convenzione quadro con l’università, che avrà il nome di “Teramo città universitaria”, che rappresenterà lo strumento per regolare i rapporti tra i due enti e fungere da traino per il coinvolgimento delle altre realtà istituzionali. «Essa conterrà tutte le attività che metteremo in campo di concerto con l’Università», aggiunge D’Alberto, «come la ristrutturazione e riqualificazione dell’ex manicomio, i trasporti, la carta dello studente, i tirocini formativi, i servizi per la disabilità, la stipula di convenzioni che consentano la calmierizzazione degli affitti».
Intenti quelli enunciati dal primo cittadino che avrebbero già trovato una prima concretizzazione con la recente attivazione, proprio con la facoltà di Giurisprudenza, di master, corsi di aggiornamento, perfezionamento e di formazione professionale.
«Ciò che potrà davvero garantire che la facoltà di giurisprudenza non solo non cessi di esistere», conclude D’Alberto, «ma che si rafforzi in autorevolezza e adesione, è la nascita di una nuova epoca nei rapporti tra le due istituzioni, per cogliere e dare attuazione alle vitali capacità attrattive dell’ateneo. Non dobbiamo limitarci all’opposizione su un presunto scippo della nostra facoltà ma dobbiamo aggiungere a tali recriminazioni attività concrete».

