Il sindaco dell’Aquila Biondi lavora per Costantini in Fdi

GIULIANOVA. La possibile migrazione di diversi sindaci del Teramano, tra cui quello di Giulianova Jwan Costantini, in Fratelli d’Italia è al momento congelata. La reazione della base del partito, che...
GIULIANOVA. La possibile migrazione di diversi sindaci del Teramano, tra cui quello di Giulianova Jwan Costantini, in Fratelli d’Italia è al momento congelata. La reazione della base del partito, che avversa l’operazione condotta in prima persona dal governatore Marco Marsilio, è stata forte e compatta e, dopo la conferenza stampa di venerdì nella sala consiliare della Provincia, tutto appare tornato alla normalità.
Sembra che, dall’una e dall’altra parte, ci sia stata la parola d’ordine di abbassare i toni per non suscitare reazioni irreparabili. Ma la brace continua a covare sotto la cenere e per favorire l’ingresso di Costantini si starebbe muovendo Pierluigi Biondi, sindaco dell’Aquila, che vanta un ottimo rapporto con Marsilio. L’altro giorno in Provincia, dove la dirigenza provinciale di Fdi annunciava l’ingresso di otto tra consiglieri e assessori comunali, il presidente Marsilio ha evitato qualsiasi riferimento diretto all’ingresso nel partito dei sette sindaci vicini a Paolo Gatti e del sottosegretario regionale Umberto D’Annuntiis. La leader del partito Giorgia Meloni, in vista delle regionali nelle vicine Marche con un candidato a presidente del partito, non vuole litigi di sorta. E così Marsilio, uomo dell’apparato da anni, ha chiesto un attimo di calma per far decantare i bollenti spiriti, ma sempre tenendo a mente l’obiettivo.
Si adegua alla linea dell’attesa il sindaco Costantini, che ieri ha sentito Biondi, ma non ha voluto rilasciare dichiarazioni se non poche parole: «Non voglio alimentare polemiche. Andiamo avanti». Nel frattempo è stata segnalata in città, nello stesso stabilimento frequentato da Costantini, la presenza del coordinatore regionale della Lega Luigi D’Eramo. Non è detto che non possa essere riesumato il vecchio progetto che vedeva Costantini proiettato verso il partito di Salvini. (al.al.)
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