Il sindaco: il Pd appoggiava Italiani
La replica: accuse ridicole, siamo sempre stati contro l’ex assessore
ATRI. È scontro tra Comune di Atri e Pd sul caso del centro turistico integrato, la vicenda che ha portato alla defenestrazione dell’assessore Umberto Italiani, e alla decisione del consiglio comunale di sciogliere la convenzione fra il Comune e i gestori. Il sindaco Gabriele Astolfi, a nome della maggioranza, accusa il Pd di aver fato falsa opposizione sulla vicenda con un implicito sostegno all’assessore Italiani, anche perché due consiglieri Pd sono parenti dei gestori del Cti. «Sulla vicenda del centro turistico integrato l’errore c’è stato, è inutile negarlo», dice Astolfi, «ed è stato quello di esserci fidati di una persona, l’allora assessore allo sport Italiani, per il quale è stato inevitabile il ritiro del mandato. Nessuna faida nel nostro gruppo, noi siamo in dodici contro una minoranza sfaldata di cinque persone includendo Italiani, divisa in non sappiamo quanti gruppi. Lo dimostra la mancata difesa, da parte della minoranza, agli attacchi che Italiani ha rivolto a componenti la segreteria del Pd durante l’ultimo consiglio comunale, nonché l’agire isolato del gruppo consiliare che invia comunicati senza neppure coordinarsi con la propria segreteria di partito. Solo di recente abbiamo scoperto che una parte della minoranza, Alfonso Prosperi e Barbara Ferretti, sono parenti del gestore del Cti e assieme a Italiani, che oggi difendono, hanno distratto tutti e tessuto strategie poco chiare. La scelta di ritirare la delega all’assessore allo sport è stata una decisione difficile, ma legata alla correttezza verso i cittadini che hanno diritto alla trasparenza».
Immediata la replica del Pd. «Nello scorso consiglio comunale si è assistito al disastro di questa amministrazione. Nella discussione dei punti riguardanti il Cti e la revoca della delega all’assessore Italiani, sindaco, giunta e maggioranza hanno ammesso le proprie incapacità, e ora si cerca di scaricare su altri le responsabilità amministrative e politiche! Addirittura i consiglieri Alfonso Prosperi e Barbara Ferretti, che non hanno partecipato alla votazione sul Cti perché parenti del gestore, e che quindi hanno il dovere di astenersi, vengono incolpati di aver agito in combutta con Italiani; magari anche quando non erano consiglieri, visto che la questione parte dal 2012? Nel respingere con forza ai mittenti le ridicole accuse, sicuri che ogni cittadino sa riflettere autonomamente, è il caso di ribadire che il gruppo consiliare del Pd, sin dall’inizio ha combattuto contro la concessione in gestione del Cti, il suo iter e tutti gli atti annessi. Ci sono i documenti che lo provano. Se si è arrivati al defenestramento dell’assessore Italiani lo si deve alla nostra puntuale opposizione». (d.f.)
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