Il sindaco: nulla da pagare per l’esproprio dello stadio

Il Comune avvia le procedure in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato Di Girolamo: «I dirigenti faranno i conteggi, ma l’ente non deve niente ai privati»
ROSETO. «Il Comune, da quanto ci risulta, non deve nulla agli eredi della famiglia Verzilli». A dirlo è il sindaco Sabatino Di Girolamo, che cerca di spiegare una vicenda complicata, nata 40 anni fa, in seguito a un esproprio di alcuni terreni di proprietà della famiglia Verzilli a sud di Roseto per la costruzione dello stadio Fonte dell'Olmo. Tutto iniziò nel 1980, quando l’allora sindaco Giovanni Ragnoli espropriò il terreno di proprietà dei Verzilli per permettere la costruzione dell’attuale campo di calcio: si fece un’ordinanza per l’occupazione di urgenza di pubblica utilità, ma l’importo dell’esproprio fu giudicato non sufficiente dai proprietari.
Il Comune però andò avanti e nel 1989 iniziarono i lavori per la costruzione dello stadio. I privati, allora, presentarono ricorso e, in primo grado, il tribunale di Teramo diede loro ragione, imponendo all’ente il pagamento di 900mila euro, giudizio poi ribaltato dalla Corte d’appello dell’Aquila. E il 13 marzo 2020 c’è stata una sentenza del Consiglio di Stato, che ha ribaltato la sentenza del Tar del 2016, secondo la quale il Comune dovrebbe o ripristinare lo stato dei luoghi e dunque buttare giù lo stadio e restituire i terreni ai Verzilli oppure pagare delle somme ancora da quantificare. Secondo il primo cittadino, però, non è così. «Con la delibera pubblicata nei giorni scorsi il Comune prende atto della sentenza del Consiglio di Stato», continua il sindaco, «e dà mandato al dirigente di dare attuazione alla sentenza nominando il responsabile del procedimento e dando mandato di notificare ai proprietari l'avvio del procedimento. Prende atto della stima redatta dal funzionario dell'ufficio tecnico sulla base della quale dovrà essere effettuato il conteggio tra quanto a suo tempo già liquidato alla parte privata e quanto ancora da erogare e/o compensare. Alla fine il Comune non dovrà nulla ai Verzilli».
Nel merito interviene anche la consigliera d'opposizione Rosaria Ciancaione, per tanti anni dirigente di ragioneria al Comune di Roseto, che spiega alcuni dettagli tecnici in merito alla vicenda, concordando con il sindaco. «Come già ho detto in consiglio comunale», ricorda Ciancaione, «i signori Verzilli devono al Comune 900mila euro a titolo di restituzione di somme pagate dall'ente in seguito alla sentenza di primo grado successivamente ribaltata e passata in giudicato dopo l'ultimo grado di giudizio in Cassazione. Sicuramente si dovrà passare attraverso una compensazione, ma sono d'accordo con il sindaco perché probabilmente il Comune non dovrà dare nulla ai Verzilli».
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