Il sindaco: «Ora azioni concrete per fermare la fuga dei giovani»

Dopo l’allarme lanciato dalla Cgil, D’Alberto ritiene necessario un cambio di passo per frenare l’esodo: «Puntare sulle eccellenze come università e Zooprofilattico, valorizzare il sistema sanitario»
TERAMO. A lanciare l'allarme, qualche giorno fa , era stato il segretario provinciale della Cgil Giovanni Timoteo che dati alla mano aveva evidenziato come la perdita, nel corso degli ultimi anni, di una fetta consistente della popolazione, concentrata per il oltre il 60% nella fascia d'età tra i 20 e i 34 anni, costituisse un rischio per la ripresa post pandemica, privando la provincia della sua principale risorsa: i giovani.
Una riflessione ripresa dal sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto che ha evidenziato la necessità di un cambio di rotta nelle politiche di sviluppo del territorio. Un cambio di passo che, per il primo cittadino deve snodarsi lungo quattro direttrici: istruzione, messa a sistema delle eccellenze del territorio a partire da università e istituto Zooprofilattico, superamento delle divisioni territoriali, valorizzazione del sistema sanitario. «Sicuramente i dati illustrati dalla Cgil, che a mio avviso vanno letti in un'ottica regionale», sottolinea D'Alberto, «fotografano una situazione che è decisamente preoccupante e che impone alle istituzioni di mettere in campo tutta una serie di azioni per rendere il territorio più attrattivo, soprattutto in questo momento storico. Bisogna infatti dare risposte concrete a quella fascia d'età che rappresenta il nostro futuro». Sulle strategie da mettere in campo il primo cittadino, che evidenzia la necessità di superare la competitività intraprovinciale, non ha dubbi. «Innanzitutto bisogna puntare sull'istruzione», commenta, «andando verso il potenziamento di tutta una serie di istituti. In questo senso ben venga l'istituzione del nuovo Its turismo e cultura che andrà ad affiancare quello agroalimentare. Turismo e cultura rappresentano infatti due settori essenziali per lo sviluppo del nostro territorio e sui quali dobbiamo investire anche per garantire figure professionali rispondenti alle esigenze del tessuto produttivo"». Un altro asse su cui intervenire è quello di rimettere al centro il sistema universitario, in un contesto regionale che metta a sistema le università del territorio rendendo così attrattivo l'Abruzzo sotto il profilo della ricerca e della didattica. «Un altro tema da affrontare riguarda la necessità di non ragionare a compartimenti stagni», prosegue, «e mettere a sistema le eccellenze del territorio. Penso a far dialogare università, istituto Zooprofilattico, sistema imprenditoriale. Tra le nostre eccellenze c'è l'agroalimentare, vogliamo ragionare sulla riconversione dei poli industriali in quest'ottica?».
Per il primo cittadino vanno poi potenziate le politiche giovanili, in un'ottica di sviluppo del territorio dando ai giovani non solo opportunità di lavoro ma anche di inserimento a tutto campo nella vita economica, culturale e sociale del territorio. «Penso ad esempio alle opportunità offerte dal contratto istituzionale di sviluppo per il cratere», conclude, «e al tema della sanità».
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