Il sindaco: presto una via per ricordare Pannella

L’amministrazione comunale risponde all’appello lanciato da Teramo Nostra L’iter è già stato aperto, la scelta potrebbe ricadere su un tratto di viale Crispi
TERAMO. A cinque anni dalla scomparsa di Marco Pannella, Teramo Nostra chiede al sindaco di rendere omaggio a questo illustre teramano in maniera adeguata intitolandogli una via o una piazza. Il primo cittadino raccoglie l'invito ed è pronto, nel rispetto dell'iter che già avviato con la commissione toponomastica, a dedicare al leader radicale «uno spazio importante della nostra città, perché Pannella è stato un esempio per tutti e le sue battaglie di civiltà lo hanno reso unico nel panorama locale e nazionale: rendergli omaggio è un dovere» dice il sindaco Gianguido D'Alberto.
L'iter per l'intitolazione di una strada o di una piazza a Pannella è aperto e una deroga per alti meriti al percorso normale (che prevede l'attesa di dieci anni dalla morte prima di procedere con un riconoscimento del genere) è praticamente scontata. Ma ci sono «passaggi che vanno rispettati: dall'esame della commissione alle valutazioni della prefettura: di certo la volontà di questa amministrazione è chiara e ferma nel voler omaggiare Pannella», aggiunge D'Alberto. Teramo Nostra pensa alla via davanti alla scuola elementare Noè Lucidi come spazio da intitolargli e il sindaco la ritiene una ipotesi più che valida. «Al momento alla memoria di Marco sono stati intitolati, per decisione dell’amministrazione provinciale, i giardini di Palazzo Milli», Piero Chiarini, presidente di Teramo Nostra, «noi pensiamo che una analoga iniziativa debba essere promossa dalla nostra municipalità: abbiamo pensato al tratto iniziale di viale Crispi, individuato come via Porta Reale, quello tra l’edificio della scuola Noè Lucidi e i giardini Ivan Graziani. Pannella è sempre stato vicino ai problemi di Teramo e non solo quando ricoprì il ruolo di consigliere comunale, tra l’altro proprio insieme ad Ivan Graziani, nei primi anni ’90. E’ stato sempre al nostro fianco per il recupero del Teatro romano e lo ricordiamo davvero contento quando l’allora sindaco Brucchi, anche su nostra esortazione, gli consegnò le chiavi della città».
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