Il sindaco spiega il Daspo urbano e annuncia: libererò il campetto

30 Gennaio 2020

Costantini: «Non può essere occupato abusivamente, in parte vorremmo farne un parcheggio» Il primo cittadino è deciso a trovare una soluzione con la Fondazione Castorani per riscattarlo

GIULIANOVA. Rendere Giulianova una città sicura, eliminando il degrado in alcune zone del centro storico e della spiaggia attraverso il rinnovo del regolamento di polizia urbana, che comprenderà anche il Daspo urbano. È l’obiettivo del sindaco Jwan Costantini, che ha voluto convocare ieri mattina una conferenza stampa per spiegare meglio, con l’aiuto del comandante della polizia municipale, Roberto Iustini, il funzionamento del Daspo urbano, molto diverso da quello sportivo. Costantini poi, sollecitato dall’intervento di una cittadina, è tornato anche sulla vicenda del campetto occupato in viale dello Splendore. «Quell’area deve tornare a disposizione dei cittadini», precisa Costantini, «parlerò con la Fondazione Castorani, che gestisce quell’area, perché non è possibile che sia occupata abusivamente senza che nessuno dica nulla. Come Comune vorremmo riscattare l’area, per poi trasformarla, in parte, in parcheggio».
Iustini ha spiegato nel dettaglio il Daspo urbano e come verrà applicato. «È uno strumento sanzionatorio accessorio», dice Iustini, «che segue l’accertamento della violazione, con una sanzione ulteriore a quella amministrativa. Il decreto legge del 2017 ha già stabilito i casi in cui si può applicare il Daspo, ponendo a carico del Comune l’individuazione di aeree particolarmente sensibili, all’interno delle quali la violazione comporta la sanzione accessoria in questione». Sono due le sanzioni possibili del Daspo urbano, ovvero l’ordine di allontanamento e il divieto di accesso. «Nel primo caso, all’accertamento della violazione, l’organo di polizia ordina al trasgressore di allontanarsi dalla zona dove ha commesso la violazione e a non farvi ritorno per un periodo di 48 ore», continua Iustini, «se chi ha commesso la violazione, nell’arco delle 48 ore di divieto, rientra nella stessa zona, la norma del decreto sicurezza del 2017 stabilisce una sanzione amministrativa del triplo di quella prevista, circa 300 euro. Nel caso in cui il trasgressore reiteri la violazione in altre occasioni e nello stesso luogo, entra in gioco la seconda tipologia di sanzione accessoria, il divieto di accesso di rientrare nella zona in cui ha commesso la violazione. Quest’ultimo è un provvedimento adottato dal questore e deve tener conto delle condizioni di salute e di lavoro dell’interessato ed è soggetto al vaglio del procuratore della Repubblica che lo sottopone alla convalida del gip. In quella sede, naturalmente, l’interessato può far valere le proprie ragioni. Il Daspo rappresenta uno strumento affinché la sanzione amministrativa di carattere pecuniario possa avere una maggiore efficacia, al fine di garantire il rispetto dei principi di convivenza dei cittadini, ed evitare situazioni di degrado urbano ed insicurezza».
Le aree dove verrà applicato il Daspo urbano non sono state ufficializzate, ma la novvità riguarderà sicuramente zone vicino alle scuole, ospedali, parchi pubblici, mercati, monumenti e aree degradate del centro storico e non. «L’amministrazione si è mossa immediatamente per modificare un regolamento di polizia urbana vecchio di 70 anni», aggiunge il sindaco, «tengo a ribadire che il Daspo urbano non ha nulla a che vedere con il Daspo sportivo, dato che non ha alcuna conseguenza nei confronti di chi ha già precedenti penali. Il Daspo colpisce violazioni di natura amministrativa e sarà semplicemente un’arma in più, in dotazione alle forze dell’ordine, per combattere le situazioni di degrado urbano e garantire maggiormente la sicurezza dei cittadini. Siamo dalla parte della legalità».
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