Il sindaco: sì alle rate per il maxi debito

D’Alberto spegne la guerra con il Ruzzo. No all’azione giudiziaria chiesta da Teramo 3.0 per recuperare i 3 milioni e mezzo
TERAMO. «Nessun decreto ingiuntivo al Ruzzo». Il sindaco Gianguido D’Alberto chiarisce così la linea dell’amministrazione comunale sul recupero del credito da 3,5 milioni di euro vantato nei confronti dell’azienda acquedottistica. Si tratta di una presa di posizione, accompagnata dall’invio al Ruzzo della nota di accettazione del piano di rientro proposto dalla società, che di fatto gela l’iniziativa del gruppo di maggioranza “Teramo 3.0”. A proporre l’azione legale era stata proprio la lista civica del vicesindaco Maria Cristina Marroni, che ha indicato questa soluzione per rientrare in possesso della somma accumulata in diversi anni di mancati pagamenti in una mozione da presentare al prossimo consiglio comunale.
D’Alberto, dunque, di fatto smentisce “Teramo 3.0” confermando la strategia di «giungere a una regolazione dei rapporti con la società che gestisce la distribuzione dell’acqua che possa da un lato assicurare l’ottenimento dei propri interessi e dall’altro favorire la ripresa piena delle attività della Ruzzo Reti». Niente atto di forza, insomma, e per disinnescare l’iniziativa della lista civica il primo cittadino annuncia il raggiungimento dell’accordo con il Ruzzo per il saldo del debito. Subito dopo la replica del Cda dell’azienda acquedottistica a “Teramo 3.0”, nella quale si evidenziava la mancata risposta del Comune alla proposta datata metà ottobre di rateizzazione dell’importo dovuto, dagli uffici dell’ente è partita la comunicazione in cui si accetta la proposta. «L’ho firmata il 25 gennaio», tiene a precisare D’Alberto, «ma prima di inviarla avremmo voluto associarla al bilancio di previsione e avere anche il parere dei revisori dei conti». Il sindaco ribadisce, tra l’altro, che era stato lui a chiedere all’acquedotto un piano di rientro che è stato presentato e accolto, dopo il vaglio degli uffici, con un’integrazione di circa 60mila euro aggiunti su richiesta dell’ente alla già cospicua somma dovuta.
«E’ evidente che l’amministrazione esige dalla Ruzzo Reti tempi certi, definiti e concordati per il rientro delle spettanze», precisa il sindaco, «così come è chiaro che la verifica del rispetto dei pagamenti sarà accurata: in caso contrario, il Comune sarà costretto ad attivare le consequenziali procedure». I termini dell’intesa a garanzia dell’amministrazione cittadina sono evidenziati dalla presidente dell’acquedotto del Ruzzo Alessia Cognitti. «Il rimborso è previsto in sei anni, con due rate annuali e una maxi rata iniziale», spiega, «così come stabilito per altri Comuni, con importi ovviamente diversi a seconda dei casi».
La presidente torna sulle accuse di mala gestione mosse da “Teramo 3.0” agli attuali vertici dell’azienda acquedottistica. «Il debito a cui fa riferimento l’accordo è pregresso», fa rilevare, «e dal 2010, con la nostra gestione, la società ha iniziato a rimborsare le rate di mutui correnti». Cognitti, a testimonianza dei rapporti corretti instaurati con l’amministrazione comunale, cita una precedente transazione definita con l’ente sui 500mila euro dovuti da quest’ultimo per bollette dell’acqua arretrate. «Il sindaco ha dimostrato buon senso”, conclude la presidente del Ruzzo. Non così dice di “Teramo 3.0” che, invece, insiste con «attacchi strumentali e infondati».
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