Il sindaco: un consorzio di enti per rilanciare la biblioteca Delfico

20 Settembre 2021

D’Alberto chiama Regione, Provincia, Università e Fondazione Tercas per sostenere la struttura: «L'idea è farne il riferimento culturale per tutte le altre realtà locali, il confronto è già partito»

TERAMO. Un consorzio per rilanciare e sostenere la biblioteca Melchiorre Delfico di Teramo, al momento chiusa a causa della questione della mancanza di copertura finanziaria della Regione per la sanificazione dei locali.
La proposta del consorzio è stata avanzata dal sindaco Gianguido D'Alberto che chiama a raccolta enti e istituzioni del territorio: dalla Regione alla Provincia, dalla Fondazione Tercas all'Università.
L'idea è quella di creare una rete solida attorno alla biblioteca Delfico che «non sia solo un tavolo al quale sedersi una tantum, ma un raccordo strutturato fra gli enti per una gestione comune della biblioteca: ovviamente con il Comune di Teramo presente, pronto a fare la sua parte», spiega il primo cittadino.
Nel 2016 la gestione delle biblioteche provinciali abruzzesi è passata alla Regione: un cambio che ha avuto dei significativi contraccolpi, sotto più profili. Le sofferenze delle ex provinciali si sono poi acuite, o forse si sono più semplicemente palesate, con la pandemia che ha portato a uno stop forzato e prolungato per via soprattutto di carenze di fondi da destinare alla sanificazione dei locali, tra forti polemiche. Il Covid, probabilmente, ha rappresentato la punta dell'iceberg di una diffusa difficoltà.
La Regione, consapevole della situazione che si è venuta a creare, sta lavorando a una legge di riforma del sistema delle biblioteche e più in generale del sistema della cultura abruzzese. C'è una bozza di legge che contempla tavoli permanenti di confronto aperti a molteplici soggetti e fondi più certi, ma D'Alberto crede che accanto a questo percorso ne vada contemplato uno più locale e specifico per la biblioteca Melchiorre Delfico: «Con l'ex direttore della biblioteca di Teramo ed ex assessore comunale alla cultura Luigi Ponziani avevo condiviso delle linee programmatiche che prevedevano un impegno nuovo e strutturato per la Delfico. Impegno che vedevamo doveroso anche alla luce delle criticità che la gestione regionale stava già avendo e che oggi sono ancora più evidenti. Ben venga la riforma che si sta mettendo a punto e che ci trova favorevoli, ma alla Regione e alle istituzioni locali vogliamo chiedere un qualcosa in più. Si può pensare a un consorzio o a una fondazione: insomma a un soggetto giuridico che possa gestire in modo comune la Delfico, al di là delle funzioni di ogni ente, al di là delle competenze legislative», aggiunge il sindaco di Teramo.
Con i soggetti da coinvolgere è stata già avviata una interlocuzione sulla proposta di un consorzio di rilancio: l'idea dell'amministrazione è di fare della biblioteca Melchiorre Delfico il riferimento culturale per tutte le altre realtà culturali locali e fungere da raccordo anche per i nuovi spazi che nasceranno in futuro in città «a partire dalla biblioteca che sorgerà nella ex scuola Carlo Febbo di San Nicolò», aggiunge D'Alberto.
«La biblioteca rappresenta per la città e per tutta la collettività un patrimonio culturale e sociale: accoglie studenti di ogni età, ricercatori, appassionati. È un collante fra l'università e il centro città, un hub culturale sul quale investire tutti tempo, energie e idee. La proposta è di unire le forze: Regione, Provincia, Università, Fondazione Tercas e Comune insieme per contribuire al rilancio della nostra preziosa biblioteca», conclude il primo cittadino teramano.
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