Il sindaco: «Via la comunità dei naturisti»

In arrivo un’ordinanza per sgomberare venti persone che vivono in tenda nella riserva Borsacchio
ROSETO. «Nella riserva del Borsacchio ci sono regole da rispettare e dunque l’insediamento con le tende a nord verso Cologna Spiaggia deve essere sgomberato». A dirlo è il sindaco Sabatino Di Girolamo dopo la segnalazione fatta dalla capitaneria di porto sulla presenza di circa 20 persone e di alcune tende da campeggio in un terreno privato vicino a Cologna Spiaggia, tra la spiaggia della riserva e la ferrovia. Camminando sul litorale il campeggio non si nota perché è coperto dai canneti, ma pedalando sulla pista ciclopedonale sono visibili tutte le tende e alcune balle di fieno. «Dovrò fare una ordinanza ad hoc perché non è un terreno pubblico ma privato», precisa il sindaco, «ci sono comunque i presupposti per sgomberare l’area, soprattuto per i rischi igienico-sanitari».
Si tratta di una “comunità rainbow”, presente in realtà nella zona da circa dieci anni, nella quale si riuniscono per uno o due mesi diverse persone, dai bambini agli anziani, restando per lo più nudi, in vari luoghi d’Italia; e la riserva del Borsacchio è uno di questi. Vivono in semplicità, senza denaro e cellulari, immersi nella natura: una sorta di comunità “hippie” insomma. Ci sono sia rosetani, sia persone provenienti dal nord e sud Italia e anche da altri Paesi europei. Nei primi anni erano in pochi, ma nel corso del tempo la comunità si è allargata e in alcuni giorni si è registrata anche la presenza di 30 persone.
Il problema è che spesso accendono fuochi, pratica vietata nella riserva del Borsacchio sia in aree pubbliche sia in aree private. In assenza del piano di assetto naturalistico non ci sono aree attrezzate in riserva per il campeggio, e dunque allo stato attuale la pratica è vietata. Due anni fa un’associazione chiese all’amministrazione comunale la possibilità di dedicare un’area della riserva ai naturisti, ma il sindaco non acconsentì. «Come amministrazione fummo chiari nel ribadire la nostra contrarietà», ricorda Di Girolamo, «respingemmo la richiesta di autorizzazione motivandola con la circostanza che la riserva del Borsacchio non è più una nicchia per pochi frequentatori, ma nel tempo si è trasformata in un’area fortemente antropizzata. Dunque neanche questo campeggio può essere consentito».( l.v.)
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