Il sogno di Fabio: a 19 anni studia per diventare prete

8 Gennaio 2015

Il giovane di Pineto: voglio dire messa da quando ero piccolo Da un anno è a Messina, a settembre inizierà il noviziato

PINETO. A 19 anni è pronto a farsi prete. Tutta Pineto spera che questa nuova vocazione nata e cresciuta all’interno della parrocchia di S.Agnese possa concretizzarsi entro breve. E’ il caso del giovanissimo Fabio Ranalli già seminarista, che sin da piccolo sogna di celebrare messa. Con aria affabile e con una serenità che traspare dagli occhi ci racconta: «Da piccolino, andando in chiesa con i miei genitori mi affascinava soprattutto il silenzio sacro e mi piaceva riflettere sul senso della vita e di ciò che avrei potuto fare per gli altri» . Per colui, che molto probabilmente sarà il prossimo don Fabio, gli studi sono iniziati presto. Il 2 febbraio 2013 è stato ammesso a un periodo di prova prima di entrare in noviziato.

A settembre finirà il periodo di prova a Messina e a settembre 2016 prenderà i voti religiosi di castità, povertà e obbedienza alla Chiesa. Fabio ha scelto di far parte della congregazione dei Rogazionisti, farà così anche il quarto voto ossia pregare per le nuove ordinazioni sacerdotali nel mondo . Come a tutti i ragazzi della sua età, anche a lui piace la tecnologia e quando gli chiediamo di raccontarsi preferisce farci un resoconto che ci invia con il cellulare e tramite Whats App, scrive: «Quest’anno mi trasferirò per qualche periodo a Roma per gli studi di teologia e filosofia presso le università pontificie e, a 25 anni , se Dio vuole, sarò ordinato finalmente presbitero».

Alla domanda su come sia arrivata la vocazione Fabio risponde secco: «Il mio cammino vocazionale è dovuto grazie all’attenzione del mio parroco don Guido Liberatore della chiesa di S.Agnese e di suor Elvira Stornelli dell’ordine del “Sacro Cuore di Gesu” ( scomparsa due anni fa). Per me sono due maestri di vita. Conosco monsignor Carlo Spetrini di Napoli che è il mio padre spirituale, e Calogero La Piana arcivescovo di Messina». Fabio saluta citando delle parole che gli ha lasciato il cardinal Sepe: «A vent’anni è tempo di chiedersi seriamente cosa si vuol fare della propria vita , quale significato darle, e come la si può spendere per qualcuno».

Domenico Forcella

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