Il sopravvissuto dimesso dall’ospedale

Il dipendente ferito ha una prognosi di trenta giorni. È stato sentito dai carabinieri: è l’unico testimone
TERAMO. È stato dimesso dall’ospedale di Teramo dove era stato ricoverato ed è tornato a casa con una prognosi di trenta giorni per una lesione a un orecchio: L.D.G., il 43enne di Basciano rimasto ferito nell’incidente di giovedì, è l’unico testimone dei fatti e in questa veste ieri è stato sentito dai carabinieri della compagnia di Teramo delegati alle indagini dell’autorità giudiziaria. L’uomo, contattato, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
E a Castilenti, intanto, la comunità è in lutto per la morte di Dino Trignani, il 62enne operaio che tra un mese sarebbe andato in pensione. L’uomo, che non era sposato, viveva nella sua piccola azienda agricola dove allevava animali e coltivava orti. L’agricoltura era una sua grande passione. In passato era stato anche consigliere comunale. Era persona molto conosciuta ed amato proprio per la sua disponibilità. «Era sempre pronto a dare una mano» ha raccontato il sindaco di Castilenti Alberto Giuliani che ricorda di averlo incontrato proprio la sera prima della disgrazia. E molto legati a lui erano i suoi cugini che lunedì sono subito accorsi a Caprafico.
Lo avevano visto la sera prima quando era passato a portare, come da abitudine, l’uovo fresco alla nipotina che adorava per poi tornare nella vicina abitazione dove viveva solo.
Una mamma persa da piccolo e una vita di sacrifici per Trignani che aveva iniziato a 14 anni a lavorare tra la campagna che continuava a coltivare con grande passione producendo prodotti genuini che amava portare in tavola e cambiando vari impieghi, tra i quali all’Amadori, in un mattatoio, fino ad approdare due anni fa alla Di Blasio Elio Fireworks dove si trovava bene. Ricevere la notizia è stata una doccia gelata e siamo subito corsi qui», ha raccontato commossa la cugina Anna, «nostro cugino Dino era instancabile e stava sempre in movimento, era una persona gentile, benvoluta da tutti e di una generosità fuori dal comune. In paese era solito mungere le caprette e portare il loro latte ai bambini che avevano difficoltà a digerire quello vaccino senza mai farsi pagare. A ogni problema trovava una soluzione, ingegnoso e risoluto com’era, e tutti si affidavano alle sua capacità. Amava lo stile di vita sano come una sorta di filosofia tanto da coltivare e allevare i prodotti che poi mangiava».
A Castilenti la comunità si prepara ad accogliere Trignani per l’ultimo commosso saluto.(d.p.-a.d.f.)
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