Il Tar annulla la nomina di Di Giacinto

Accolto il ricorso di Di Giulio: la Regione gli aveva preferito l’avvocato atriano come consigliere di amministrazione
TERAMO. Un nuovo colpo di scena nella complessa vicenda del rinnovo del consiglio d’amministrazione dell’istituto zooprofilattico. Il Tar ha annullato la delibera del consiglio regionale e il conseguente decreto del presidente della Regione con cui è stato nominato l’avvocato atriano Davide Calcedonio Di Giacinto.
Il ricorso al tribunale amministrativo regionale era stato presentato dal membro del precedente Cda nonchè aspirante a una riconferma, Pietro Enzo Di Giulio, veterinario rosetano. Quest’ultimo aveva più volte avvertito – e con lui alcuni sindacati e l’Ordine dei veterinari – che l’eventuale nomina del suo competitor sarebbe stata da considerarsi illegittima. E a maggio, dopo che si è si è perfezionata, ha presentato il ricorso. Il Tar ha accolto il ricorso per alcuni motivi. Il primo riguarda il fatto che Di Giacinto «con l’adesione all’avviso di selezione, ha dichiarato di non avere procedimenti penali in corso, ma nella memoria del 17.7.2020 ammette che al tempo della presentazione della domanda, pendeva a suo carico un procedimento per diffamazione, sostenendo tuttavia l’irreprensibilità della dichiarazione resa perché conforme ai certificati del casellario e dei carichi pendenti, entrambi attestanti l’assenza di carichi pendenti», si legge nella sentenza.
Il secondo motivo riguarda l’assenza di motivazione nella nomina. «La stessa Regione resistente aveva ben inteso che l’atto di nomina il quale, a parità di curriculum, privilegia uno solo degli aspiranti, non può prescindere da un’adeguata motivazione sul quid pluris che lo distingue in melius dagli altri, traducendosi in caso contrario in una patente lesione del principio di imparzialità.Tuttavia, nella deliberazione consiliare e nel successivo decreto del Presidente della Giunta regionale che ne prende atto, la scelta del controinteressato fra tutti i candidati in possesso dei requisiti richiesti dall’art. 8 della l. 41/2014, non è motivata», continuano i giudici. Da qui l’illegittimità della delibera «proprio perché è del tutto immotivata e contraria ai canoni di trasparenza e imparzialità». Per questi motivi il Tar ha annullato la delibera del consiglio e il decreto del presidente.
Più che soddisfatto Di Giulio: «Io ho voluto fare una battaglia di principio, proprio quando ho visto che molti si sono tirati indietro sostenendo che la giustizia non c’è», dichiara, «C'è un'apatia generalizzata, ma la giustizia c'è. Mi è dispiaciuto vedere persone, anche da ne sostenute in Regione, che facevano un'ingiustizia. Ora mi auguro che non perseverino, soprattutto per l'istituto zooprofilattico, che merita una governance all'altezza della situazione. Nulla togliendo a un avvocato, ma è meglio che ci siano persone competenti in quel settore. Ora sarebbe opportuno scegliere in tempi brevissimi dai nomi che hanno partecipato al bando la persona che abbia i requisiti giusti, in modo da ricomporre la totalità del Cda e metterlo nelle condizioni di operare».
In effetti da un anno lo Zooprofilattico è senza presidente, anche per il braccio di ferro fra Di Giacinto e il componente nominato dal Molise, Alfonso Cantone. Il 29 è prevista una riunione del Cda, importante non solo per l’ennesimo tentativo di eleggere un presidente, ma anche per l’approvazione del bilancio. Ancora non è chiaro come si sceglierà di procedere: se ritenere valida l’approvazione dei due membri “superstiti”, cioè Cantone e Gaetana Ferri (espressione del ministero), o nominare un commissario ad acta con funzioni sostitutive del Cda.
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