Il Tar: «L’area marina protetta non fa danni» Bocciati i vongolari
Respinta la richiesta del Cogevo di sospendere il regolamento L’Amp: «È la quarta volta che i giudici ci danno ragione»
PINETO. Il regolamento dell’Area marina protetta del Cerrano resta in vigore in attesa della sentenza definitiva. Il Tar dell’Aquila, con un’ordinanza pubblicata venerdì scorso, ha respinto una nuova richiesta di sospensiva presentata dal consorzio dei vongolari Cogevo, associazione in guerra con il Parco marino fin dalla sua istituzione. Nel presentare ricorso contro il regolamento – e un suo annullamento comprometterebbe tutta l’attività del parco – ne ha anche chiesto la sospensione per evitare, come sostengono i vongolari, che possa continuare a causare danni alla categoria. Nell’area marina protetta, infatti, è vietata la pesca e le vongolare non possono neanche attraversare la zona di protezione esterna, cosa che le costringe ad allungare il percorso per raggiungere le zone di pesca. Sebbene il rigetto della sospensiva sia solo un passaggio del procedimento davanti al Tar, nell’ordinanza già si prefigura la bocciatura definitiva. Il tribunale infatti, ad un primo sommario esame, ritiene che «le censure proposte (dal Cogevo, ndr)» non «inducono a prevedere un esito favorevole» del ricorso, «in relazione al dedotto vizio di competenza del Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta». Inoltre, e questo spiega perché è stata respinta la richiesta di sospensiva, il Tar osserva che «l’area marina protetta riguarda una porzione minima di costa sicché non è ravvisabile il necessario presupposto della gravità ed irreparabilità del pregiudizio economico lamentato» dai vongolari.
«È la quarta volta che il Tar respinge questo tipo di ricorso che mira ad attaccare l'esistenza del parco marino», commenta l’Amp in una nota. «Il Tar continua a pronunciarsi sempre nella stessa maniera», aggiunge, «rilevando il piccolo tratto di costa posto sotto protezione e anteponendo gli interessi collettivi della conservazione a quelli propri economici di pochi». Quanto alla guerra dichiarata dal Cogevo, l’Area marina protetta sostiene di aver cercato più volte un accordo con i vongolari per trovare «percorsi condivisi», ricevendone ogni volta un netto rifiuto. Ora la speranza del Parco marino è che di fronte a questo ennesimo stop «si possa definitivamente chiudere qualunque contenzioso» e, magari, avviare un percorso di collaborazione . «L'Area marina protetta è una risorsa del territorio che va salvaguardata a tutti i livelli», afferma il presidente Leone Cantarini, «e la Regione ha un ruolo fondamentale per far in modo che le risorse e l'impegno di tutti sia canalizzato nelle giuste direzioni. La materia della pesca è prettamente di competenza regionale. Una corretta gestione dei tanti fondi disponibili e una attenta pianificazione del settore può certamente portare a risultati migliori di quelli finora ottenuti nei tribunali». (e.a.)
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