Il Tar: palazzo Tritone non va abbattuto

12 Marzo 2023

I giudici accolgono il ricorso, bocciata la delibera comunale che aveva disposto la demolizione delle parti ritenute abusive

GIULIANOVA. Una vicenda complessa finita al centro di una lunga battaglia legale sia in sede penale sia in sede amministrativa. E sono stati proprio i giudici del Tar dell’Aquila a mettere un ulteriore punto fermo: il condominio Tritone non deve essere abbattuto. La sentenza di merito riguarda le parti ritenute abusive e per questo al centro di un provvedimento emesso dal Comune in seguito a una precedente sentenza del Consiglio di Stato su presunti abusi edilizi di alcune parti risalenti agli anni sessanta.
Nel 2021 una delibera comunale aveva stabilito, in forza della sentenza, l’acquisizione all’ente municipale dell’intero palazzo, oltre alle pertinenze. Delibera subito impugnata dai proprietari davanti al Tar che nei giorni scorsi è entrato nel merito accogliendo il ricorso.
La vicenda del condominio Tritone è collegata a quella del palazzo Gavioli finita di nuovo davanti ai giudici della Cassazione dopo il ricorso presentato nei mesi scorsi per conto del condominio Tritone, una delle parti civili nel procedimento penale. Il ricorso è contro la sentenza emessa a giugno dell’anno scorso dalla Corte d’appello di Perugia con questi magistrati, chiamati a pronunciarsi dopo un rinvio della Cassazione, che hanno revocato la confisca dell’edificio, lo hanno dissequestrato e hanno rigettato la richiesta di risarcimento delle parti civili. Nell’aprile dell’anno scorso la Cassazione aveva annullato la sentenza di condanna di secondo grado per intervenuta prescrizione dei reati di Dino Gavioli, quale rappresentante della società Gavioli e Restauri srl e dell’ex dirigente del settore urbanistica del Comune di Giulianova Roberto Olivieri. Questo dopo che in primo e secondo grado Gavioli e Olivieri erano stati condannati rispettivamente a un anno e a un anno e sei mesi per falso e abuso d’ufficio. I giudici Ermellini avevano rinviato alla Corte d’appello di Perugia limitatamente alla confisca, stabilita nei primi due gradi, e alle statuizioni civili. La palazzina, situata di fianco al Kursaal, venne sequestrata nel gennaio del 2010 in seguito a un esposto dei residenti del condominio confinante, il palazzo Tritone, e all’avvio dell’inchiesta della Procura teramana. La controversia, partita come mancato rispetto delle norme tecniche del piano regolatore nella edificazione dello scheletro in cemento armato sul lungomare monumentale, ora è di nuovo in Cassazione.(d.p.)
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