Il Tar riapre altri quattro uffici postali

Accolti i ricorsi dei Comuni contro la chiusura delle Poste di Faraone, Poggio Morello, Mutignano e Treciminere
TERAMO. Dopo quelli di Montepagano e Cologna Paese, il Tar impone alle Poste anche la riapertura degli uffici postali di Mutignano (Pineto), Poggio Morello (Sant’Omero), Faraone (Sant’Egidio alla Vibrata) e Treciminiere (Atri). «Difetto di motivazione e di istruttoria»: questi i motivi per cui il Tar ha annullato i provvedimenti di chiusura degli sportelli periferici delle Poste, accogliendo il ricorso dei Comuni interessati. Scrivono i giudici amministrativi, ad esempio per Sant’Egidio, che «il ricorso deve essere accolto e vanno annullati sia il provvedimento con cui il direttore della filiale di Teramo di Poste Italiane Spa ha disposto la chiusura dell’ufficio di Faraone, che il piano di razionalizzazione delle Poste limitatamente alla previsione della soppressione dell’ufficio postale». Motivazioni simili, diversamente argomentate, sono state riprodotte anche nelle altre sentenze di accoglimento dei ricorsi presentati dagli altri Comuni.
«Giurisprudenza del tutto condivisibile», si lege ancora nella sentenza, «ha affermato che sono illegittimi, per difetto di motivazione e di istruttoria, i provvedimenti con i quali Poste Italiane ha disposto la chiusura di due uffici postali presenti in un Comune per motivi meramente economici e senza una previa comparazione dei vari interessi, compresi quelli evidenziati dal Comune anche in relazione alla particolare conformazione del territorio comunale e comunque senza una congrua motivazione, ma facendo mero richiamo a disposizioni che, per la loro generalità, non possono tener conto delle specifiche concrete situazioni».
Dichiarano la propria soddisfazione i sindaci di Sant’Omero, Andrea Luzii e di Sant’Egidio, Rando Angelini (rappresentati dall’avvocato Luca Scarpantoni), che evidenziavano anche la distanza delle due frazioni dall’ufficio postale più vicino. Inoltre, i giudici, nella sentenza di Faraone, hanno sottolineato come Poste Italiane non abbia seguito il procedimento di concertazione prima di attuare il piano di riorganizzazione. Dunque, è stata disposta la chiusura di Faraone «senza aver esaminato le doglianze e le proposte formulate dall’ente territoriale. Pertanto, il comportamento tenuto da Poste Italiane si palesa illegittimo poiché l’impresa concessionaria del servizio pubblico avrebbe dovuto valutare le specifiche esigenze rappresentate dall’autorità locale». «Una bella notizia per Mutignano», dichiara l’assessore di Pineto Gabriele Martella. «La nostra sentenza dice che Poste Italiane non è una società privata che può agire esclusivamente in base a logiche di profitto, ma deve assicurare un servizio pubblico». Soddisfazione del sindaco di Atri Gabriele Astolfi e del consigliere di zona Simona Tuttolani: «Una vittoria importante. Si eviteranno così i notevoli disagi a cui sarebbe andata incontro la comunità e soprattutto gli anziani».
Alex De Palo
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