Il Tar: «Ripulite quella casa»
Respinto il ricorso della Veco che l’ha sporcata con le polveri
MARTINSICURO. In ossequio al principio comunitario “chi inquina paga”, il Tar dell’Aquila ha respinto l’istanza cautelare presentata della fonderia Veco contro il Comune di Martinsicuro e la provincia di Teramo per l’annullamento dell’ordinanza con la quale il sindaco Paolo Camaioni ha imposto all’azienda di provvedere alla rimozione di polveri nere depositate su un fabbricato che si trova accanto alla fonderia, in via Roma. Il Tar dopo aver sentito la relatrice e le parti – Salvatore Dettori per la socetà ricorrente, Camillo Orlando per il comune di Martinsicuro e Luigi De Meis per la provincia di Teramo, ha ritenuto «alla stregua della sommaria delibazione consentita alla presente sede cautelare che sia prevalente l'interesse pubblico alla rimozione delle polveri de quibus, presuntivamente riconducibili alle lavorazioni poste in essere dalla ricorrente, pertanto obbligata alla loro rimozione in ossequio al principio comunitario “chi inquina paga”».
Per questo motivo il tribunale amministrativo regionale dell’Aquila, presieduto dal giudice Antonio Amicuzzi, nel pronunciamento emesso il 14 luglio scorso, ha ritenuto di dover respingere l'istanza cautelare presentata dalla fonderia, che ora dovrà provvedere alla rimozione delle polveri nere che si sono depositate nell'edificio che si trova a ridosso dello stabilimento, rendendo efficace l’ordinanza emessa dal sindaco lo scorso 11 aprile e non ancora eseguita dall’impresa.
Sandro Di Stanislao
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