Il Tar tiene aperti due uffici postali
Roseto vince la sua battaglia per Montepagano e Cologna Paese. Pavone: «Una sentenza che farà giurisprudenza»
ROSETO. «Un risultato storico con una sentenza che farà giurisprudenza in Italia». È il soddisfatto commento del sindaco Enio Pavone alla sentenza del Tar dell’Aquila (la n° 147 del 16 marzo 2016) in virtù della quale gli uffici postali di Montepagano e Cologna Paese potranno restare aperti. Il tribunale amministrativo ha quindi accolto il ricorso presentato un anno fa dall’avvocato Patrizia Cartone per conto del Comune di Roseto.
Il braccio di ferro tra l’amministrazione rosetana e i vertici di Poste italiane è iniziato dal momento in cui c’erano state le prime avvisaglie delle possibili chiusure che avrebbero interessato 19 uffici postali in Abruzzo, sette dei quali nel Teramano. Il primo passo è stata una risoluzione del consiglio comunale, votata dalla maggioranza, con la quale si dava mandato al sindaco di mettere in campo ogni azione utile per evitare la chiusura dei due sportelli. A supporto delle varie azioni ufficiali, si è costituito un comitato cittadino che ha dato vita a una serie di proteste sempre con lo stesso obiettivo.
«Siamo qui a celebrare un risultato importantissimo per Roseto, ma non solo», ha sottolineato il sindaco, «che testimonia come questa amministrazione abbia sempre lottato per mantenere attivi e fruibili i servizi su tutto il territorio, a differenza di chi invece si ricorda delle frazioni solo ogni cinque anni». «Non era una battaglia facile», ha commentato l’avvocato Cartone, «anche perché c’era un precedente negativo proprio al Tar dell’Aquila nei riguardi di un piccolo comune dell’aquilano, ma il collegio, dopo aver respinto tutte le eccezioni preliminari promosse da Poste Italiane, aderendo alle tesi esposte nelle nostre memorie difensive, ha dichiarato fondato il ricorso con riferimento al dedotto difetto di motivazione, essendosi limitati a comunicare il provvedimento di chiusura solo con decisioni frutto di un piano di efficientamento che non ha approfondito le problematiche e le esigenze locali, peraltro emerse durante l’incontro del 23 febbraio 2015 tenutosi tra l’azienda ed il Comune».
Nel presentare il ricorso è stata fatta presente una serie di aspetti non secondari, tra cui la distanza delle due frazioni dal centro di Roseto, i collegamenti difficoltosi a causa dei pochi mezzi pubblici, la presenza di numerose persone anziane. Le spese sono state compensate dal collegio ad eccezione del contributo unificato di 650 euro che dovrà essere rifuso da Poste Italiane al Comune di Roseto.
«Questo per noi è solo un primo passo», ha commentato il consigliere comunale Pietro Enzo Di Giulio, «come amministrazione puntiamo ad aprire un dialogo con la direzione provinciale di Poste Italiane affinché vengano potenziati e migliorati i servizi offerti nei due uffici postali in questione».
Federico Centola
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