Il teatro è da rifare, servono 11 milioni

L’idea è spostare l’ingresso sul corso, ampliare la sala esistente e realizzarne altre due destinate a cinema e convegni
TERAMO. Teatro, anfiteatro, castello Della Monica: c’è il via libera della giunta comunale a tre progetti di fattibilità relativi ad altrettanti siti strategici per la città. L'obiettivo è di intercettare fondi utili a ridisegnare il volto di Teramo intervenendo su aree ed edifici di forte portata culturale, sociale ed economica. Tre progetti che concorreranno al bando del Governo "Rigenerazione urbana" per agganciare le risorse necessarie. Le domande vanno inviate entro venerdì 4 giugno e in base ai criteri fissati dal ministero Teramo può ottenere fino a venti milioni di euro per investire sulla rigenerazione urbana: i finanziamenti dovranno riguardare interventi su edifici pubblici destinati alla promozione di attività culturali, sociali, educative, didattiche e sportive. E i progetti con i quali la giunta D'Alberto correrà per ottenere una parte degli 8,5 miliardi di euro messi sul tavolo da “Rigenerazione urbana” centrano queste finalità.
IL TEATRO COMUNALE. «Vogliamo sconvolgere l'esistente»: così l'assessore alla cultura del Comune di Teramo Andrea Core definisce le intenzioni sull'edificio di corso San Giorgio. «Abbiamo approvato lo studio di fattibilità che ci permetterà di concorrere a dei bandi per accedere ai fondi necessari per un intervento radicale che donerà alla città un teatro nuovo tramite un recupero pieno e funzionale dell'attuale stabile», spiega Core. Il progetto vale 11 milioni di euro e prevede un rinnovamento profondo del teatro: dall'ingresso, che verrebbe spostato sul corso, alla sala principale, che verrebbe ampliata in termini di posti e palcoscenico. L'idea è di realizzare inoltre altre due sale, con ingresso indipendente, nel piano interrato: una cinematografica da 1.900 posti sotto piazza Cellini e una da 200 posti per convegni, spettacoli, eventi. Verrebbero rivisti e ripensati anche gli esterni e le aree commerciali. Il progetto di fattibilità porta la firma della Fondazione Tercas che lo elaborò più di dieci anni fa e che ora lo ha condiviso col Comune affinché possa rappresentare la base di partenza per la ricerca di fondi.
IL CASTELLO. Stessa ricerca di economie per il castello Della Monica, che necessita ancora di interventi in termini di sicurezza sismica e ristrutturazione soprattutto dei piani alti. L'assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari confida nella possibilità di accedere al bando sulla rigenerazione «così da poter completare la ristrutturazione e consegnare alla comunità un luogo fruibile in ogni suo spazio». Il progetto ammonta a due milioni di euro.
IL TEATRO ROMANO. Nei giorni scorsi il sindaco Gianguido D'Alberto aveva preannunciato il via libera all'abbattimento dei palazzi Adamoli e Salvoni, con l'ok al progetto e al contestuale stralcio che permette di cercare fondi per il completo intervento sull'area di età romana. In cassa ci sono quattro milioni di euro che consentono di avviare le demolizioni, ma ne serviranno almeno altri sette per tutto il sito archeologico. Anche in questo caso il Comune, tramite l'assessore Stefania Di Padova che da tempo segue l'iter, punta al bando di rigenerazione «ma», dice Di Padova, «se non dovessimo accedere a questi fondi andremo comunque avanti, progetto alla mano, per trovarne altri».
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