Il telefonino trovato in auto Il pm chiama un antropologo

29 Dicembre 2018

TERAMO. Il telefonino di Daniele Taddei era nell’auto finita nel fosso e nascosta dal canneto. Qui l’hanno trovato i carabinieri. Dopo quel 1° agosto del 2014 per due giorni aveva continuato a...

TERAMO. Il telefonino di Daniele Taddei era nell’auto finita nel fosso e nascosta dal canneto. Qui l’hanno trovato i carabinieri. Dopo quel 1° agosto del 2014 per due giorni aveva continuato a squillare agganciando una cella della zona e dando un valido elemento per le ricerche di allora. La cella agganciata copriva un raggio di alcuni chilometri in un’area fra Sant’Omero, Mosciano e Bellante. Una zona battuta più volte ma senza risultato. La macchina, una volta recuperata, è stata sequestrada su dusposizione del pm Enrica Medori che questa mattina alle 12 affiderà sia l’incarico per l’autopsia sia quella per il prelievo del Dna sui familiari, esame indispensabile per accertare scientificamente l’identità. Per l’autopsia il pm si affida agli anatomopatologi Giuseppe Sciarra e Pietro Falco, ma anche ad un genetista e ad un antropologo forense proprio per cercare di risalire il più possibile, compatibilmente con il tempo trascorso, alla data della morte. Previsti esami particolari per capire se il giovane sia stato colto da malore, se abbia avuto un incidente stradale e sia morto per le conseguenze del violento impatto oppure per aver ingerito medicinali. Nei prossimi giorni, poi, anche la vettura sarà attentamente esaminata dai carabinieri del Ris, il raggruppamento delle investigazioni scientifiche.
Le ricerche di Daniele Taddei, inizialmente, si erano estese anche fuori regione soprattutto dopo alcune segnalazioni arrivate nel corso di “Chi l’ha visto?”. Sempre con la speranza di trovare almeno un passaggio della vettura in qualche telecamera. Ma della macchina nessuna traccia. E questo aspetto era sempre stato evidenziato dai genitori Rossella e Ottavio che nella tarda mattinata del 1° agosto aveva ricevuto la telefonata del figlio. «Tra poco torno a casa» gli aveva detto dopo aver finito il suo turno di lavoro in un’azienda tessile del posto. Ma a casa non era più tornato. Per mesi lo avevano cercato anche con pagine aperte sui social. Fino a giovedì pomeriggio quando un cacciatore si è infilato nel canneto per trovare il suo cane e ha scoperto quella macchina che era lì da quattro anni.(d.p.)
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