Il Teramo contesta le autorità: «È ingiustificato lo stop ai tifosi»

La società si ribella alla decisione presa dal questore di Chieti scavalcando l’Osservatorio nazionale «Non c’è stato dialogo con i club, atto assurdo e illogico che viola la regolarità del campionato»
TERAMO. Dopo l'eliminazione nella semifinale della Coppa Italia di Eccellenza il Teramo è pronto a rituffarsi nel campionato. Domenica i biancorossi (primi a +5 sul Giulianova e con la gara contro la Renato Curi Angolana da recuperare mercoledì) saranno di scena sul campo della Vastese ma non potranno contare sul supporto dei propri tifosi. La questura e la prefettura di Chieti, infatti, hanno imposto il divieto di trasferta ai sostenitori del Teramo (compresi i residenti in provincia) per motivi di ordine pubblico. Si tratta del terzo stop stagionale dopo quelli di Sant'Egidio lo scorso 22 ottobre (nona giornata di campionato) e di Venafro, nel match degli ottavi di Coppa Italia contro l'Alto Casertano, il 14 febbraio.
IL BLITZ DEL QUESTORE
Il questore di Chieti, nell'impedire la presenza dei teramani a Vasto, è andato oltre le indicazioni dell'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, che nel documento ufficiale del 27 marzo aveva fatto riferimento a una riunione tecnica da organizzare con i due club per valutare la fattibilità della vendita di biglietti nominativi per gli ospiti. Con una nota integrativa del giorno successivo la questura teatina ha bloccato tutto, adducendo come motivazioni del no alla trasferta la posizione in centro città dello stadio Aragona, i rapporti di amicizia tra le tifoserie di Vastese e Giulianova (cosa che avrebbe causato qualche tensione tra teramani e vastesi nelle due sfide di Coppa Italia dello scorso novembre) e i Daspo inflitti dopo gli incidenti avvenuti al termine del match dei playout di serie D Vastese-Termoli del maggio 2023.
LA REAZIONE DEL CLUB
Non si è fatta attendere la presa di posizione del Teramo, che in una lunga nota ha esternato la rabbia, l'amarezza e lo stupore per lo stop imposto ai tifosi in vista della trasferta di domenica. «Ci sentiamo in dovere di esporre la nostra opinione sulla vicenda», si legge nel comunicato, «a tutela dello sport e della nostra tifoseria, troppo spesso vessata negli ultimi tempi con provvedimenti reiterati e sovente ingiustificati, come l'attuale, tesi esclusivamente a reprimere la passione popolare dello sport più amato nel nostro Paese, senza alcuna possibilità dialogica in merito. Un divieto che farebbe sorridere se non si riflettesse sul fatto che un simile atto, assurdo e illogico, vada a violare palesemente la regolarità del campionato verso la delicata volata finale, senza avere alcuna premura dei notevoli sacrifici economici del club in relazione agli obiettivi di competenza, privato come sarà del necessario sostegno dei propri sostenitori. Sarebbe, poi, sin troppo facile ironizzare sui contenuti dell'ingiustificato provvedimento in essere, considerando che il Teramo non gioca una gara di campionato all'Aragona addirittura dal 29 settembre 1991 e che nulla di rilevante è accaduto nella corrente stagione sportiva nei due impegni di Coppa Italia già disputati con la Vastese né nel match di campionato giocato al Bonolis. Nel pieno rispetto di un provvedimento che ribadiamo non essere comunque condivisibile invitiamo, tuttavia, i nostri sostenitori a non mettersi in viaggio per Vasto. In assenza di un minimo e produttivo dialogo con le autorità competenti», continua e conclude la nota diffusa ieri dal Teramo, «sarebbe opportuno riflettere verso quale direzione possa condurci un simile "percorso", finalizzato esclusivamente all'innalzamento di continue barriere, vincoli e divieti».
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