Il terremoto fa il deserto a settembre

Di Carlo (Federalberghi): speravamo di recuperare i mancati incassi di maggio e giugno ma tanti non verranno per paura
GIULIANOVA. La paura del terremoto, seppure Giulianova si trovi in un’area a bassissima pericolosità sismica, ha bloccato l’arrivo di turisti per i primi 15 giorni di settembre, ultimo periodo di alta stagione. A confermarlo è stato Marco Di Carlo, referente locale di Federalberghi. «Speravamo nei primi 15 giorni di settembre», ha commentato Di Carlo, «per recuperare un po’ i mancati incassi di maggio e giugno. Invece, il terremoto della scorsa settimana ha suscitato molti timori nelle persone che sarebbero dovute venire in vacanza da noi».
Gli alberghi, infatti, hanno ricevuto, nel corso dell’ultima settimana, moltissime telefonate durante le quali i potenziali clienti chiedevano come fosse la situazione a Giulianova, pensando che il territorio si trovasse nella fascia colpita dal sisma. Nonostante le rassicurazioni degli albergatori, in molti hanno scelto di non soggiornare sulla costa giuliese e di andare altrove. «Sembra che ci sia stato un nuovo sisma in Abruzzo», ha proseguito Di Carlo, «queste mancate adesioni non ci aiutano di certo a completare una stagione che, tutto sommato, possiamo definire soddisfacente».
Le presenze turistiche, infatti, sono state scarse a maggio e giugno, mentre si sono attestate sui livelli dello scorso anno a luglio e agosto. Ma gli albergatori sono sempre convinti che si debba destagionalizzare gli eventi per attirare turisti tutto l’anno, in una città costiera come Giulianova. Uno dei problemi che da anni lamentano i proprietari degli hotel, infatti, è la mancanza di risorse comunali investite nella promozione del territorio. «E’ lasciato tutto un po’ alla singola iniziativa dell’albergatore», ha spiegato il referente di Federalberghi, «le iniziative comunali sono fatte senza progettazione e, soprattutto, senza sinergia col territorio e le imprese. Il concerto organizzato d’estate non è programmazione, è intrattenimento del turista che è già sul posto».
Di Carlo ha poi fatto sapere che, i prossimi 30 ottobre e 1° novembre, ci sarà un open day della Regione Abruzzo. In questi due giorni ci saranno eventi cofinanziati dalla Regione relativi a progetti presentati durante l’estate. «E’ ovvio», ha detto Di Carlo, «che questi due giorni sono pensati per la promozione turistica delle zone di montagna. Speriamo che, come sembra sia in programma, ci saranno altri due giorni in primavera per pubblicizzare il territorio costiero». Due giorni l’anno, però, sembrano piuttosto pochi per far conoscere le bellezze delle città abruzzesi. «Giulianova, ad esempio», ha continuato l’albergatore, «vive di turismo grazie alle bellezze naturali del territorio stesso. Da poco è stato attivato il sito turistico, su impulso della Consulta del turismo, ma è ancora allo stato embrionale. Adesso, poi, con internet, è così facile fare promozione e raggiungere migliaia di persone con un click. La difficoltà sta sempre nell’attuazione e nella realizzazione concreta da parte del Comune dei progetti che vengono presentati».
Si potrebbe fare di più, dunque: questo il messaggio di Di Carlo. Negli ultimi 15 anni, comunque, il trend turistico sa Giulianova embra aumentato passando da 400mila presenze annue a 500mila.
Margherita Totaro
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