Il teste: «Scambi di quote per favorire i Di Zio»

17 Giugno 2014

Rifiutopoli bis: ricostruiti in aula i passaggi societari per il bioessiccatore A processo per abuso ci sono gli ex vertici della società Team Techology

TERAMO. E’ un complesso passaggio di quote societarie quello che il sostituto commissario di polizia della mobile di Pescara Giancarlo Pavone sostanzia e dettaglia nel processo in corso a Teramo per la tranche teramana della cosiddetta Rifiutopoli abruzzese. A cominciare, spiega il poliziotto, «da quando nel 2007 la Deco costituisce la società Technology che dopo una settimana cambia denominazione in Team Technology. Nella stessa giornata viene fatta una scrittura privata con cui la Deco cede il 60% delle quote di questa società alla Team spa».

A Teramo sono a processo per abuso d’ufficio l’ex presidente – Giovanni Faggiano – e gli ex componenti del collegio sindacale – Sergio Saccomandi, Paolo Bellamio e Ottavio Panzone – della Team Technology, la società mista (60 per cento Teramo Ambiente, 40 per cento Deco) che la Team, allora guidata da Lanfranco Venturoni, aveva costituito per realizzare a Teramo un bioessiccatore, ovvero un impianto che trasformava i rifiuti in balle di materiale secco. Secondo l’accusa, rappresentata dal pm Stefano Giovagnoni, i quattro imputati non avrebbero impedito che venisse dato alla Deco dei Di Zio, senza una gara, l’appalto per realizzare e gestire il bioessiccatore. Per gli inquirenti, una società a prevalente capitale pubblico come Team Tec avrebbe dovuto per forza indire una gara d’appalto. Di qui l’abuso, che ovviamente riguarda anche i vertici Team dell’epoca (il presidente Venturoni e l’ad Vittorio Cardarella) e i Di Zio (il presidente di Deco Ferdinando Ettore e l’ad Rodolfo), sotto processo a Pescara. A processo a Teramo c’è anche Luca Franceschini, consulente della Proger Srl, con l’imputazione di turbata libertà degli incanti. Secondo l’accusa la proger all’epoca presentò a Team Tec un’offerta per il bioessiccatore migliore di quella di Deco. Per la procura Venturoni (a processo anche per questa accusa a Pescara) lo convinse a modificarla, aumentando la cifra, per rendere migliore quella di Di Zio. Il sostituto commissario Pavone per oltre tre ore ha risposto alle domande del pubblico ministero, ricostruendo passaggio dopo passaggio i complessi movimenti societari fatti, secondo l’accusa, per favorire gli imprenditori Di Zio in quella che doveva essere la costruzione del bioessicatore a Teramo. Un’inchiesta, quella di Rifiutopoli, scattata dopo la presentazione di un esposto. Si torna in aula il 14 luglio con gli altri testi della pubblica accusa. La sentenza è attesa entro la fine dell’anno.(d.p.)

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