Notaresco

Il “Toni-rex” dei futuristi: «Noi alleati con il centrodestra, da loro prenderei Sospiri»

16 Ottobre 2026

Il sindaco Di Gianvittorio ha portato il partito di Vannacci in regione. Il retroscena: «Le prime discussioni a gennaio. Presto ci saranno nuovi ingressi»

NOTARESCO. «Bisogna fare l’alleanza con il resto del centrodestra, e bisogna farla prima delle elezioni. Il generale Vannacci ce la sta mettendo tutta». Per trovare la nostra Jurassic Park, bisogna digitare Notaresco sul navigatore. A14, uscita Roseto, poi si prende la statale che porta verso Valle del Vomano. Una rotonda, si sale ancora e si arriva al paese. Capisci che sei arrivato quando leggi l’insegna “Abruzzosauro”. All’ingresso, tra pterodattili, stegosauri e triceratopi trovi Toni Di Gianvittorio, sindaco di Notaresco e vannacciano di ferro. «Quale dinosauro sono? I miei amici ormai mi chiamano Toni-rex!», risponde camminando per il parco a tema. È stata una sua creazione, una delle sue ultime iniziative da consigliere regionale, ruolo per cui era stato eletto con la Lega. «Sono riuscito ad allestirlo nel mio ultimo anno in Regione», racconta, «uno stanziamento da 300mila euro grazie a cui oggi abbiamo ben 17 dinosauri meccatronici in silicone. Ai piedi ci sono delle fotocellule: quando ti avvicini, si muovono e ruggiscono». Anche “Toni-rex” ha le sue fotocellule. Sono futuriste. Il sindaco è stato il primo in Abruzzo a credere nelle potenzialità del movimento dei vannacciani e a marzo ha fondato il partito. Tra i dinosauri in silicone del parco, il sindaco svela ambizioni personali e prospettive future del movimento nato contro lo stesso centrodestra con cui vorrebbe presentarsi alle urne.

Di Gianvittorio, cosa succede ad Abruzzosauro durante l’inverno? Il freddo, si sa, non fa bene ai dinosauri.

«Non si preoccupi, abbiamo già previsto tutto: lo stiamo riconvertendo per installare una pista di pattinaggio su ghiaccio. Una volta passata “l’era glaciale”, torneranno i dinosauri».

Ci sono dinosauri della politica che vorrebbe non tornassero?

«Dopo 40 anni, la maggior parte dei dinosauri si è decisa da sola a staccarsi dalle poltrone. Bersani, per esempio, ma anche Casini, che dopo 43 anni ha annunciato che non si candiderà».

Voi, invece, rappresentate la novità: è stato lei a fondare Futuro nazionale. Com’è nato tutto?

«Grazie alla mia vicinanza a Roberto (Vannacci, ndr) e a Rossano Sasso, un amico di vecchia data della Lega».

Quando cominciaste a parlarne?

«Le prime riunioni sono iniziate a gennaio, quando è stato evidente che la frattura con la Lega era insanabile».

La famosa accusa della Lega “fluida”.

«Alla fine, se ne è andato dalla Lega per lo stesso motivo per cui me ne sono andato io: non ci hanno ascoltato».

Destino di un vannacciano?

«Abbiamo avuto entrambi lo stesso interlocutore: Matteo Salvini».

A lei com’è andata?

«Eravamo in tre consiglieri ad avere problemi con la segreteria regionale: io, Simone Angelosante e Manuele Marcovecchio. Quando è diventato evidente che la situazione era complicata, abbiamo chiamato Salvini».

E lui?

«“Dovete parlare con il vostro segretario regionale”. Poi stop. A quel punto ce ne siamo andati».

A Vannacci è successa la stessa cosa?

«Ha provato fino all’ultimo a trovare una mediazione con la Lega su tutte quelle battaglie che aveva promesso agli elettori ma che il partito non riusciva portare avanti. Purtroppo, non lo hanno ascoltato».

Il posto coordinatore regionale di Fn è ancora vacante. Ci spera?

«Ci spero, un po’ perché sono stato il primo a crederci e un po’ perché mi sento vicino a tutti i referenti dei comitati abruzzesi. Ma rimarrò a disposizione del partito qualunque cosa accada».

Chi verrà nominato alla segreteria sarà probabilmente il capolista in una delle due camere.

«Sono sempre a disposizione, anche non da capolista, ma sul versante delle preferenze. Sono una persona che vive in mezzo alla gente e mi piace raccogliere voti. Lo farò se il partito mi darà un’opportunità».

Ci dobbiamo aspettare qualche nuovo ingresso in Futuro nazionale, anche a livello regionale?

«Certo, presto ci saranno novità».

Ci anticipa qualcosa?

«No, no. Saprete quando si dovrà sapere».

Intanto, qualcuno lo avete perso per strada: il consigliere pescarese Cristian Orta è uscito dal partito.

«Sì, mi dispiace che se ne sia andato. Ha contribuito alla crescita del partito in Abruzzo. Nei prossimi giorni cercherò di parlarci per capire se si può ricucire lo strappo».

Il casus belli sono gli adesivi “Negozio italiano” distribuiti da Toppetti. Un’iniziativa controversa, che ha fatto discutere: la porterete comunque avanti?

«Sì, l’iniziativa appartiene al programma nazionale del partito, ma le cose andavano fatte diversamente. Bisognava aspettare la nascita della segreteria regionale per avere una programmazione su tutto l’Abruzzo. Invece è stato fatto tutto in maniera avventata e questo ha creato malumori e polemiche».

Alcuni hanno definito la proposta discriminatoria.

«Non lo è. È un’iniziativa per sensibilizzare su tutte quelle attività che non sono gestite da italiani e che per una serie di motivazioni non pagano Tari, tasse e così via. Sono un danno per i nostri commercianti onesti che pagano le tasse da una vita e si spaccano la schiena».

Torniamo alla squadra futurista: se potesse scegliere un politico abruzzese da portare nel partito, chi sarebbe?

«Qui vinciamo facile (sorride, ndr)».

Sì?

«Lorenzo Sospiri, ovvio».

È ovvio?

«Ci conosciamo da tanti anni, ma soprattutto è una persona straordinaria. È sempre stato il traino che fa da motore alla Regione Abruzzo».

Anche se non entrasse in Fn e rimanesse in Forza Italia, Sospiri potrebbe essere un alleato alle Politiche o il partito di Tajani è troppo moderato?

«Bisogna fare l’alleanza, gliel’ho detto. E bisogna farla prima delle elezioni».

Anche con Forza Italia, quindi?

«Anche con Forza Italia. Il generale ce la sta mettendo tutta, ha teso la mano».

E quando si farà?

«Non subito, ma a ridosso delle elezioni».

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