Il traforo da oggi è chiuso a metà Scatta il senso unico alternato

14 Ottobre 2024

Per il momento la durata del provvedimento è di 45 giorni per poter effettuare dei sondaggi Dal 2025 via al cantiere per due-tre anni. Pepe e D’Alberto: «Necessaria una riduzione dei pedaggi»

TERAMO. Il giorno tanto temuto è arrivato. Da stamattina alle 10 il traforo del Gran Sasso sarà percorribile in una sola canna a senso unico alternato, regolato da un semaforo che mediamente starà sul verde per cinque minuti e sul rosso per 25, anche se una certa flessibilità verrà adottata da Strada dei Parchi monitorando i flussi di traffico nelle due direzioni.
Questa limitazione della viabilità andrà avanti per 45 giorni (ma potrebbero essere di più), il tempo ritenuto necessario dal commissario straordinario per la messa in sicurezza dell’acqua del Gran Sasso, Pierluigi Caputi, a effettuare dei sondaggi geognostici in base ai quali verrà redatto il progetto esecutivo della messa in sicurezza vera e propria. Insomma, questi 45 giorni sono solo un antipasto. L’anno prossimo partirà l’opera vera e propria, per completare la quale lo stesso Caputi ha parlato di due-tre anni. E in quei due-tre anni il piano relativo alla viabilità dovrebbe restare lo stesso in vigore da stamattina. Secondo i tecnici e le forze di polizia non è possibile derogare dal senso unico alternato, come ha chiesto nei giorni scorsi più di un politico, perché istituendo il doppio senso in una sola canna non ci sarebbe corsia d’emergenza: i mezzi di soccorso o di polizia non potrebbero intervenire. Si tratta, in ogni caso, dello stesso piano di viabilità già adottato nel 2005, all’epoca dei lavori per la sicurezza dell’acquifero coordinati dal commissario governativo Angelo Balducci: lavori rivelatisi poi, con il tempo, insufficienti, anzi sostanzialmente inutili. Tanto che oggi si deve ricominciare daccapo. Ma, piano di viabilità a parte, stavolta c’è una bella differenza: perché allora la sciagurata opera firmata Balducci durò circa sei mesi, ora si parla di anni.
Sarà un calvario, soprattutto per i pendolari e le imprese della provincia teramana. Aggravato dalla raffica di cantieri (ce ne sono dieci in pochi chilometri, regolati anche questi da semaforo) che l’Anas ha avviato proprio ora – quando si dice la tempestività... – sulla vecchia statale 80. Sabato e ieri, quando le due canne del traforo sono state chiuse una alla volta dalle 8 alle 20 per preparare i sondaggi al via da oggi, chi è stato costretto a percorrere la 80 è andato fuori di testa: un’ora solo per andare da Montorio a Crognaleto, feroci le reazioni sui social.
La politica teramana prova a metterci una pezza, ma è dura. Il consigliere regionale del Pd Dino Pepe nei giorni scorsi ha chiesto alla giunta regionale di battersi per un azzeramento o quantomeno una riduzione del pedaggio nella tratta Teramo-L’Aquila, almeno per alcune categorie. «Ma non ho ricevuto risposta», ha fatto sapere ieri, «Marsilio è troppo impegnato nella spartizione delle poltrone e dei problemi veri degli abruzzesi nessuno si cura».
Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto dice: «Ho chiesto di utilizzare questi 45 giorni per una puntuale verifica e monitoraggio dei flussi di traffico perché preoccupano i tempi lunghi dei lavori, si rischia di paralizzare la provincia. I lavori vanno fatti, questo non è in discussione, ricordiamoci che quest'attività di messa in sicurezza dell’acqua è frutto di un'indagine della Procura, ma non è possibile sottovalutare l’impatto sul traffico e il fatto che è questa, di gran lunga, la provincia più penalizzata. Quella del semaforo intelligente è stata una prima risposta di Strada dei Parchi, mi auguro se ne possano trovare altre. La riduzione dei pedaggi? L'ho chiesta anch'io in commissione, ma di certo la copertura finanziaria non se la possono caricare i Comuni».
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