Il tribunale vieta a Parolisi anche le telefonate con la figlia

TERAMO. Tre pagine per cancellare ogni contatto tra Salvatore Parolisi e la figlioletta. A sei anni dall’omicidio di Melania Rea si consuma in un’aula del tribunale dei minori di Napoli l’ultimo...
TERAMO. Tre pagine per cancellare ogni contatto tra Salvatore Parolisi e la figlioletta. A sei anni dall’omicidio di Melania Rea si consuma in un’aula del tribunale dei minori di Napoli l’ultimo atto del caso. I giudici hanno respinto il ricorso presentato dall’ex caporal maggiore dell’esercito che sconta la condanna definitiva a vent’anni per l’assassinio della moglie Melania, massacrata con 35 coltellate nel bosco di Ripe mentre, scrivono i magistrati del tribunale dei minori «con la figlia probabilmente in macchina, si spera addormentata». La piccola all’epoca aveva 18 mesi ed oggi è affidata ai nonni materni. Dopo il pronunciamento della Cassazione all’uomo è stata revocata la potestà genitoriale. Il tribunale dei minorenni non solo ha vietato incontri in carcere, ma ha anche sospeso ogni rapporto telefonico tra Parolisi e la piccola. Telefonate concesse prima dal tribunale teramano e successivamente confermate nella sentenza d’appello. «L’assoluta gravità dei comportamenti», si legge nel provvedimento dei magistrati partenopei, «fa escludere a questo collegio che Parolisi possa avere qualsiasi tipo di relazione e rapporto con la figlia». E ancora: «Non vi è alcun dubbio sulla gravissima ed irreversibile pregiudizialità del comportamento posto in essere da Parolisi nei confronti della figlia privandola in maniera efferata, irreversibile e perpetua della madre e complessivamente di un normale contesto familiare. Non vi è dubbio della drammaticità e della irreversibilità delle difficoltà morali, psicologiche e materiali causate da Parolisi alla figlia: difficilmente avrebbe potuto farle di peggio». Gli avvocati di Parolisi, Nicodemo Gentile e Antonio Cozza, annunciano ricorso in appello. Dice Cozza: «Non viene assolutamente garantito il diritto alla genitorialità che va oltre la revoca della potestà genitoriale. Ancora una volta assistiamo al fatto che Parolisi, oltre ad essere un imputato e poi un condannato a statuto speciale, è un genitore a statuto speciale. Non è in discussione il fatto che la bambina stia bene con i nonni perchè Salvatore sa che è così, ma il rapporto tra genitore e figlio».(d.p.)
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