Il turismo frenato dal calo dei consumi

In hotel e campeggi presenze e prenotazioni a gonfie vele nonostante i contagi Covid, meno pieni gli appartamenti
TERAMO. Le luci ci sono: alberghi e campeggi sono pieni. Ma ci sono anche le ombre: il mercato degli affitti stenta a decollare, la nuova ondata Covid causa defezioni e soprattutto si nota una contrazione dei consumi. È una stagione turistica in chiaroscuro, sulla costa teramana, quella che sta per raggiungere il tradizionale apice di agosto. Lo si evince dalle dichiarazioni di alcuni operatori rappresentativi delle rispettive categorie.
GLI ALBERGHI. L’albense Andrea Montecchia, presidente del consorzio “Costa dei Parchi”, pensa positivo: «Sta andando bene. Negli hotel c'è già il tutto esaurito, agosto è full da tempo. Anche se va detto che sulla nostra costa non ci sono le stesse presenze dello scorso anno. La differenza la fanno gli appartamenti privati (seconde case e alloggi in affitto), l'anno scorso a metà luglio erano già pieni e sembrava di essere a Ferragosto, quest'anno non è così ma del resto quest'anno gli italiani stanno tornando all'estero: il dato del 2021 era drogato dal Covid, quella è stata una stagione irripetibile. E l'anno prossimo sarà certamente peggio di quest’anno sia per la totale riapertura dei mercati esteri sia per gli effetti della crisi economica, il cui impatto si sentirà più forte di quanto non si senta ora. Sulla stagione in corso anche il Covid sta incidendo, ci sono state diverse disdette e anche casi di contagio sul posto, con persone che sono dovute ripartire prima. Ma negli hotel si è riusciti comunque a rioccupare subito le stanze. Vorrei sottolineare che il nostro mare quest’anno è pulitissimo, l’acqua è trasparente e i turisti vedono pesci e stelle marine vicino alla riva».
I CAMPEGGI. Peppino Delli Compagni, titolare del camping Don Antonio a Giulianova e dirigente nazionale della Faita, la federazione degli operatori del turismo all’aperto, afferma: «Come accoglienza siamo attorno ai livelli del 2019 e le previsioni per agosto sono ottime. L’affluenza è tornata elevata grazie anche al fatto che le strutture ricettive all’aria aperta hanno deciso, di comune accordo, di risarcire gli ospiti che hanno dovuto annullare o che hanno dovuto anticipatamente terminare le vacanze per aver contratto il Covid. Abbiamo comunque ridotto la ricettività, favorendo così il distanziamento sociale. Altra scelta è stata quella di non riversare sugli ospiti i maggiori costi subiti sia per l’energia elettrica che per il gas». Sul tema interviene anche Angelo Vallese del camping Carouan: «Gli arrivi sono buoni, non possiamo lamentarci. Notiamo però, rispetto al passato, una certa attenzione alla spesa da parte della clientela. Ma anche i periodi delle vacanze si sono accorciati. Gli aumenti registrati nei vari settori, tra cui quelli energetici ed alimentari, hanno inciso parecchio sulle decisioni dei turisti».
GLI ESERCIZI. Secondo Gianluca Grimi, titolare di un bar a Giulianova e presidente regionale di Assoturismo-Confesercenti, «il check point di metà stagione disattende le ottimistiche previsioni iniziali. Dopo un maggio e un ponte del 2 giugno ottimi, la recrudescenza improvvisa del Covid ha lasciato il segno. Cancellazioni a macchia di leopardo in svariate strutture sono ormai la norma, così come l’enorme sforzo dei lavoratori del turismo che devono sopperire alle improvvise assenze dei colleghi. A incidere sui consumi poi provvedono il carovita, le bollette e il carburante. In sintesi, stiamo giocando una partita tutta in difesa. In termini di consumi, poi, occorre dire la verità: esiste un caso teramano. Ovvero, la nostra immagine di destinazione low-cost dove si spende poco e si mangia bene ci mette in contatto con le fasce di clientela tendenzialmente più attente ai prezzi che alla qualità del territorio. E, a differenza di altre destinazioni più qualificanti anche nello stesso Abruzzo (vedi costa dei trabocchi), ne paghiamo le conseguenze in termini di consumi e redditività delle imprese, ma anche di mancata destagionalizzazione turistica. Occorre una grande opera di reimpostazione del turismo teramano, più focalizzata sulla qualità che il territorio esprime e molto meno sul pricing».(Hanno collaborato Alfonso Aloisi e Stefania Gervasini)
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