Il vescovo davanti alla bara «Sono venuto per fare la sintesi»

23 Maggio 2016

TERAMO. Cinque minuti di preghiera, raccolto davanti alla bara, solo: il vescovo di Teramo Michele Seccia, è stato tra i primissimi ieri mattina, alla riapertura della camera ardente, a rendere...

TERAMO. Cinque minuti di preghiera, raccolto davanti alla bara, solo: il vescovo di Teramo Michele Seccia, è stato tra i primissimi ieri mattina, alla riapertura della camera ardente, a rendere omaggio alla salma di Marco Pannella. Cosa gli ha detto, nel momento in cui si è trovato di fronte a lui? «Che ero qui per fare una sintesi...». Prima di lasciare l’aula consiliare, dove piano piano si sempre più intenso il flusso dei cittadini che si avvicinano per rendre omaggio alla salma, Seccia ha dettosolo poche parole, svelando una sorta di convivenza romana con Pannella, all’epoca degli studi universitari. «Sono vissuto nello stesso isolato, in via Santa Chiara 42», ha detto monsignor Seccia, «quando tra i miei studi di filosofia e teologia alla Statale di Roma, negli anni davvero ruggenti dopo il ’68, sognavo fare sintesi: ecco sono qui e ho fatto la mia sintesi, ognuno fa la propria. Ognuno sceglie ciò in cui crede, ma alla fine la verità si ritrova sempre». Dopo una manciata di minuti, un altro sacerdote ha fatto il suo ingresso in sala, il parroco della cattedrale don Aldino Tomassetti. Anche lui è rimasto brevemente in raccoglimento davanti al feretro prima di lasciare il municipio.

I due religiosi non lo hanno detto, ma il loro omaggio è stato certamente rivolto all’uomo e non al politico. In un’altra sede, la chiesa dell’Annunziata di Giulianova, è stato molto più esplicito e duro il parroco don Ennio Di Bonaventura, che durante l’omelia ha ricordato che Pannella era contro la Chiesa, perchè predicava divorzio, aborto ed eutanasia: «Rispetto sì, ma solo per l’uomo».

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