Il Vomano minaccia tre impianti fotovoltaici
Roseto, protesta l’imprenditore D’Eugenio proprietario dei terreni: «Va ripristinato subito l’argine»
ROSETO. «Da quando sono stati effettuati dei lavori lungo il fiume Vomano si stanno verificando fenomeni erosivi che provocano grossi danni come non avevo mai visto in 50 anni di attività». A denunciarlo è Renato D’Eugenio, amministratore della società Renagricola, a sua volta proprietaria di alcuni terreni nell’entroterra di Roseto sui quali c’è un grande impianto solare e che sono a rischio costante di inondazione. «Si è venuta a creare una situazione di grave pericolo sull’argine nord del fiume Vomano», sottolinea l’imprenditore rosetano, «in prossimità del viadotto autostradale, in località San Giovanni di Roseto. Faccio notare che tale situazione si e venuta a creare a seguito di recenti lavori effettuati sull’alveo fluviale in prossimità dello stesso viadotto, tanto da provocare un fenomeno erosivo che ha già interrotto la continuità dell’argine con la conseguente esondazione delle acque e la relativa erosione dei terreni di proprietà». Confrontando lo stato dei luoghi con il piano stralcio difesa delle alluvioni (Psda) si può notare che, con i lavori realizzati sull’alveo del fiume, la pericolosità si è spostata dal versante sud, cioè lato Pineto, a quello nord verso Roseto. «Sui terreni di nostra proprietà», continua D’Eugenio, «sono presenti degli impianti fotovoltaici regolarmente autorizzati per un investimento di circa 15milioni di euro, pertanto sarebbe indispensabile un intervento immediato per il ripristino dell’argine in modo da interrompere l’azione erosiva e scongiurare danni ben più gravi». Una sorta di spada di Damocle, dunque, che pende su una vasta area all’interno della quale ci sono strutture di un certo valore – come ad esempio i tre impianti fotovoltaici da 1 megawatt ciascuno di proprietà si società energetiche che, a loro volta hanno inviato una comunicazione in merito alle autorità competenti – senza considerare il patrimonio arboreo, anch’esso a rischio di distruzione. «L’enorme quantità di tronchi che è possibile vedere ancora sulla spiaggia di Roseto», dice ancora l’imprenditore, «è il risultato di un intero bosco che è stato letteralmente portato via dalle acque. È quindi urgente provvedere anche al ripascimento delle aree interessate dal fenomeno ripristinando il normale decorso del fiume, anche perché la stessa problematica, sempre in corrispondenza dell’argine nord, si è notata anche più a valle del punto indicato».
Federico Centola
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