Il Wwf: «Non si può riaprire un procedimento già chiuso»

23 Gennaio 2020

ATRI. «La storia del terzo ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri non ha fine». Lo dichiara il Wwf Teramo in una nota in cui afferma che «dopo 11 anni il commissario del Consorzio Piomba-Fino...

ATRI. «La storia del terzo ampliamento della discarica Santa Lucia di Atri non ha fine». Lo dichiara il Wwf Teramo in una nota in cui afferma che «dopo 11 anni il commissario del Consorzio Piomba-Fino sembra ancora non avere le idee chiare sugli impatti ambientali che un ampliamento di 300.000 mc comporterebbe». Secondo l’associazione ambientalista la Regione si ostina a tenere aperto un procedimento che si sarebbe dovuto chiudere dopo il parere del suo comitato Via (valutazione di impatto ambientale) espresso il 30 settembre dello scorso anno. «Ma tutta la vicenda dell’ampliamento», prosegue la nota, «è incredibile e si basa sulle proroghe che hanno contribuito a creare confusione nel procedimento regionale a tutto vantaggio del consorzio Piomba-Fino». Che, sostiene il Wwf, sembra puntare «tutta la sua esistenza proprio sull’ampliamento della discarica, non interessandosi delle volontà dei suoi soci (i Comuni) che, al contrario, non hanno alcun interesse a conferire rifiuti in una discarica senza impianti di trattamento: qualora se ne servissero, infatti, dovrebbero far trattare i rifiuti in altri impianti e solo dopo conferire nell’impianto consortile con notevole aggravio dei costi di trasporto». Dopo una lunga serie di passaggi, durati anni, e dopo che il comitato Via ha bocciato l’ampliamento, pochi giorni fa il consorzio ha inviato le proprie osservazioni al preavviso di rigetto «continuando ad utilizzare», scrive ancora il Wwf, «le stesse motivazioni progettuali senza spiegare come intende superare le problematiche ambientali che l’ampliamento provocherebbe e che il Comitato Via della Regione Abruzzo ha messo in luce». La Regione, conclude il Wwf, «non può riaprire un procedimento che di fatto è già chiuso. Se la pratica dovesse comunque andare avanti si prospettano dunque ulteriori problemi che, evidenzieremo in tutte le sedi, compresa quella giudiziaria».