Imbrattata la pittura rupestre
Giallo a Pietracamela, era stata appena realizzata per il premio Montauti
PIETRACAMELA. L’idea è di riallacciare il filo con il gruppo del “Pastore bianco” di Guido Montauti, un filo prezioso visto anche il crollo, avvenuto qualche anno fa, delle pitture rupestri. Così l’idea dall’ex sindaco Antonio Di Giustino e fatta propria dall’associazione “Teramo nostra” si è concretizzata nel premio internazionale di pittura rupestre, intitolato appunto a Guido Montauti. Domenica si è svolta la premiazione e l’inaugurazione della prima pittura rupestre, realizzata dal pittore che ha vinto la selezione, Jorg Christoph Grunert.
Al termine della cerimonia la scoperta: parte della pittura è stata “sporcata” con vernisce blu. Una figura, che rappresenta un animale di colore rosso, è diventata a pois blu. E qui si apre il giallo. Di Giustino e il presidente di Teramo Nostra Piero Chiarini ritengono si tratti di un «atto di vandalismo», o di un «sabotaggio». Il figlio del pittore a cui è intitolato il premio, Giorgio Montauti, ritiene che si tratti di “incidente” causato da un bambino che, avendo trovato la vernice accanto alla roccia, ha pensato di vivacizzare l’animale. Saranno probabilmente i carabinieri a dirimere la questione, sia l’artista che Teramo nostra presenteranno denuncia contro ignoti.
«Nel pomeriggio finita la manifestazione sul belvedere, siamo andati a vedere di nuovo l'opera nella zona di porta Fontana. C’è stato un atto di valdalismo: hanno buttato della vernice sul dipinto. Sono amareggiato perchè è un segno di inciviltà», dichiara Di Giustino, «era un modo per contrastare eventi negativi come il crollo delle pitture rupestri e invece è stato l’occasione per un insulto agli artisti e al Comune di Pietracamela».
«Per la prima volta si riprendeva il discorso interrotto da Montauti con il "Pastore bianco", creando un'opera destinata a durare nel tempo», commenta Chiarini, «in giuria c’erano il presidente Franco Summa, accanto ad Alberto Melarangelo, Pierluigi Montauti, Gianfranco Manetta e Mario Levante. Per me è come se uno avesse imbrattato un'opera di Pistoletto: è un fatto grave, un sabotaggio. Noi sporgeremo denuncia contro ignoti e anche l'artista, che si è sentito offeso».
«A mio avviso», afferma invece Giorgio Montauti, «l'intervento effettuato sull'opera da ignoti non può essere considerato un atto vandalico, tantopiù che ci sono differenze peraltro minime che non turbano l'equilibrio generale dell'opera, come ci si sarebbe invece aspettati da un vero atto vandalico. Solo in tarda serata è stato possibile anche dare il giusto peso a una frase di una bambina che provenendo dal luogo in cui è l'opera ha detto a mia figlia: "Andate, andate che lì c'è una vaschetta di vernice blu e un pennello e potete pitturare tutte le rocce che volete !". C'è da pensare che quella bambina o altri bimbi abbiano potuto ingenuamente e in buona fede dare il loro contributo a qualcosa che avranno creduto frutto di interventi analoghi effettuati in precedenza da altri bambini. Un'ulteriore prova sta nella presenza di analoghe pennellate su una roccia non dipinta dall'artista». (a.f.)
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