Immondizia come combustibile

8 Gennaio 2015

E’ la proposta avanzata dal presidente del Cirsu Di Matteo

GIULIANOVA. Utilizzare bottiglie di vetro anziché di plastica per l’acqua, fare compostaggio domestico (e magari riutilizzare gli scarti dell’organico, una volta lavorati, per concimare) o acquistare prodotti con meno imballaggi sono alcuni dei consigli dati nel convegno sui “Rifiuti zero” tenutosi ieri in sala Buozzi. A fare gli onori di casa c’era il sindaco Francesco Mastromauro che ha spiegato, ai molti presenti tra cui studenti degli istituti superiori, ma anche ex operai Sogesa ancora in attesa di un posto di lavoro, che il rifiuto può diventare un valore piuttosto che un peso.

«Il Comune di Giulianova in questo», ha riferito Mastromauro, «è stato il primo in Abruzzo a credere nell’obiettivo rifiuti zero». In tre anni (dal 2009 al 2012), come ha spiegato il presidente della commissione ambiente del Comune di Giulianova, Gabriele Filipponi, la raccolta differenziata è passata da 0 a 65,5%. «Quest’anno», ha concluso Filipponi, «grazie a 200mila euro di contributi regionali, contiamo di raddoppiare il numero di famiglie che praticano compostaggio domestico (da 400 a 800)». Ma come si ottiene il rifiuto zero? A spiegarlo è stato Angelo Di Matteo, presidente Cirsu, presente al convegno assieme a Franco Gerardini, al sindaco di Montorio Giovanni Di Centa e alla dirigente scolastica del “Crocetti-Cerulli” Leonilde Maloni. «Il rifiuto residuo che si ottiene dopo i trattamenti», ha spiegato Di Matteo, «circa il 15% del totale, potrebbe essere utilizzato come combustibile». (m.t.)

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