Impianti sciistici fermi: la ribellione dei Comuni

10 Dicembre 2021

I sindaci di Pietracamela e Fano e le Asbuc attaccano Di Bonaventura e Finori «Stagione invernale compromessa per incapacità politica e gestionale»

TERAMO. Sulla situazione di stallo dei Prati di Tivo si leva un fronte dalla montagna formato dai Comuni di Pietracamela e Fano Adriano e dalle Asbuc (amministrazioni degli usi civici) di Pietracamela e Intermesoli, che chiedono risposte immediate e una svolta definitiva dopo che il gestore Marco Finori ha dichiarato che gli impianti non riapriranno per questa stagione. Il sindaco di Pietracamela Antonio Villani – che ieri non ha partecipato volutamente all’assemblea della Gran Sasso Teramano (Gst) – ha tenuto una conferenza stampa al Bim nella quale ha criticato aspramente sia l’operato del presidente della Provincia Diego Di Bonaventura che quello di Finori, che è anche l’aggiudicatario definitivo del bando di acquisto degli impianti dei Prati e di Prato Selva. Il timore è che la stazione resti aperta solo in estate e non più in inverno.
«Siamo in ostaggio di tre-quattro persone, ma quelle persone non stanno a Pietracamela, bensì vivono tra il capoluogo e la costa», ha tuonato Villani, «il territorio dei Prati è abbandonato, gli imprenditori sono stremati da due anni di Covid e dall’incapacità politica e gestionale della Provincia. Mi auguro che si porti a termine la liquidazione della Gst con un proprietario definitivo con cui fare un contratto di concessione dei terreni e un programma di sviluppo. La Gst valuti la possibilità di rivedere il bando di acquisto degli impianti: se Finori non riesce a gestirli faccia il suo lavoro per i prossimi dodici mesi e si valutino altri nomi che abbiano un progetto». Villani è poi intervenuto sulle motivazioni per cui non possono essere riavviati gli impianti dopo il rilascio della concessione dei terreni dall’Asbuc, avvenuta il 9 novembre, e la promessa di Di Bonaventura che sarebbero stati riaperti il 15 dicembre. «Non si possono fare le manutenzioni perché l’Enel qualche mese fa ha staccato i contatori per un mancato pagamento delle bollette di circa 38mila euro», ha detto, «ci avevano detto che gli impianti erano pronti e non lo erano affatto e ora scopriamo che non c’è nemmeno la corrente. Di Bonaventura dice che la concessione dei terreni è arrivata troppo tardi? Rispondo che grazie alla mediazione della mia amministrazione l’Asbuc ha svolto tutto in una quindicina di giorni, un tempo accettabile. Il presidente insinua che avrei beneficiato dello stallo creato in estate per un mio tornaconto elettorale, ma all’epoca il sindaco in carica era molto vicino a lui e dovrebbe farsi qualche domanda sulla sua strategia politica».
Il presidente dell'Asbuc di Pietracamela Paride Tudisco ha parlato di «ostruzionismo teso a non far funzionare gli impianti nel periodo invernale. Mi rimproverano», ha aggiunto, «di aver firmato tardi la concessione, ma voglio ricordare che nel 2018 le manutenzioni furono fatte senza problemi a gennaio. Finori deve dare seguito all’acquisto, altrimenti si richiami il secondo offerente del bando: se gli impianti saranno chiusi faremo azioni per vederci risarciti i danni».
Una soluzione proposta è quella di chiedere aiuto alla Regione per far acquistare gli impianti dai Comuni di Pietracamela e Fano Adriano. «Hanno concesso 5 milioni a Monte Piselli, potrebbero agire anche sul nostro comprensorio», ha concluso il sindaco di Fano Luigi Servi, «siamo soli con le nostre comunità a lottare, ma dobbiamo restare uniti».
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