Impianti, scontro sulla gestione: la Gran Sasso non deve pagare

Il tribunale di Ascoli dispone la sospensione del decreto ingiuntivo di Finori fino al giudizio di merito Il gestore scaduto non molla: «Pretendo le somme arretrate». Di Natale: «Non gli dobbiamo nulla»
TERAMO. Impianti di Prati di Tivo: la Gran Sasso Teramano non deve pagare i 230mila euro richiesti dal gestore scaduto Marco Finori. A deciderlo il tribunale di Ascoli Piceno che ha disposto la sospensione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo presentato da Finori avverso la Gst, accogliendo così il ricorso di quest’ultima e rimandando il tutto al giudizio di merito di febbraio.
Finori con l’azione legale chiede somme arretrate alla Gst legate al rapporto di gestione degli impianti. Somme che la Gst ha sempre sostenuto di aver regolarizzato, con nulla da corrispondere. Il giudice, nel motivare la sentenza, ha riportato che “tra le parti interveniva un accordo transattivo relativo a due tra le fatture azionate in sede di decreto ingiuntivo”, che “la parte opponente forniva idonea prova di aver effettuato, come da accordi, in data 28 febbraio 2022, il bonifico di cui all’accordo del 26 febbraio”, e rileva come “la parte opposta non ha fornito alcuna prova dell’invio e della recezione da parte dell’opponente della missiva di “annullamento scrittura privata” e relativamente alle ulteriori fatture non menzionate nella citata scrittura privata la parte opposta non ha fornito nemmeno un principio di prova in ordine alla debenza delle somme ivi riportate”. Soddisfatta la Gran Sasso Teramano. «La giustizia sta facendo il proprio corso», ha commentato il liquidatore Gabriele Di Natale, «prendiamo atto del provvedimento e riteniamo che nulla dobbiamo dare a Finori».
Fermo sulle sue posizioni il gestore scaduto. «Ci aspettavamo la sospensione», ha detto, «continueremo a pretendere che le fatture non contestate dalla Gst abbiano riscontro economico». Finori ancora non riconsegna la cabinovia della Madonnina e al riguardo e sulla vendita del lotto degli impianti ha aggiunto: «Non abbiamo avuto alcun verbale di riconsegna degli altri impianti e fino a quando non li avrò non riconsegno altri beni. La Gst non ha dato risposta alla mia proposta d’acquisto e ribadisco che alla società Finori non è stata mai richiesta alcuna fideiussione bancaria o assicurativa». Non si è fatta attendere la replica di Di Natale: «Le garanzie sono state richieste a Finori già quando lo abbiamo convocato dal notaio e non si è presentato, e da lì nulla è cambiato. Se vuole acquistare deve garantire il credito con la fideiussione bancaria o assicurativa oppure adempiere con un bonifico immediato l'intera somma nel momento della stipula dell'atto pubblico».
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