Impianti sportivi, passa il regolamento

Il centrodestra si riallinea in consiglio anche se Di Sabatino è molto critico. L’opposizione: «È una scatola vuota»
TERAMO. La maggioranza si riallinea in consiglio comunale. Le tensioni affiorate in commissione affari generali sul regolamento per la gestione degli impianti sportivi sono state stemperate dal voto in aula. I venti consiglieri di centrodestra presenti si sono espressi a favore del provvedimento. Hanno votato con il resto della maggioranza anche Alfonso Di Sabatino Martina, Domenico Sbraccia e Raimondo Micheli che avevano abbandonato la commissione non avendo apprezzato la relazione dell'assessore Francesca Lucantoni.
Il dibattito in aula ha solo marginalmente fatto riaffiorare i malumori di qualche giorno fa. Di Sabatino Martina si è rivolto direttamente all'assessore affermando che «una maggiore saggezza politica non le guasterebbe». L'ex vicesindaco ha comunque manifestato dubbi sull'efficacia del provvedimento. «Tutto quello che decidiamo su questo argomento è fuffa», ha osservato facendo riferimento al fatto che l'ente non sarebbe in grado di erogare contributi economici ai gestori delle strutture sportive. «Se vogliamo essere realistici», ha spiegato, «dobbiamo ragionare sulla chiusura degli impianti». Di Sabatino ha citato in particolare il palasport di Scapriano che assorbirebbe costi troppo alti per le attività che ospita. Secondo lui, l'amministrazione dovrebbe concentrare le risorse sulle manutenzioni stradali con un piano straordinario d'interventi.
Le sue parole, però, hanno suscitato la reazione di Katia Provvisiero (Futuro in). «Lo sport è già abbastanza sacrificato», ha fatto notare, «preferisco lasciare le buche per strada». Anche Domenico Narcisi (Insieme per Te) si è detto contrario all'ipotesi di chiudere gli impianti sportivi. Secondo Guido Campana (Al centro per Teramo), che ha proposto la creazione di una consulta dello sport, il Comune potrà assegnare i contributi perché accollerà ai gestori il pagamento delle bollette delle strutture. «Farò di tutto per tenere aperti gli impianti», ha aggiunto il sindaco Maurizio Brucchi, «il regolamento serve proprio a esternalizzare la gestione per evitarne la chiusura».
Per l'opposizione, però, la delibera è una «scatola vuota». Gli strali della minoranza si sono stati concentrati soprattutto sulla determinazione delle tariffe per l'utilizzo degli impianti, rimessa direttamente ai gestori o alla giunta nel caso in cui il Comune erogasse il contributo economico. Per Gianguido D'Alberto (Pd) si tratta di una esautorazione del consiglio. A detta di Manola Di Pasquale (Pd) il regolamento è generico e lascia troppa discrezionalità all'amministrazione sulla scelta dei gestori. Secondo Alberto Covelli (Ncd), però, il provvedimento rientra nei limiti molto stretti imposti dalla normativa regionale che non consente l'inserimento di dettagli gestionali.
A riaccendere la polemica in aula è stata la pubblicazione da parte di Fabio Berardini (Movimento 5 stelle) di un post su Facebook in cui sostiene che per ottenere la gestione di un impianto sportivo bisogna essere «amici di un politico». Il messaggio è stato letto quasi in tempo reale da Franco Fracassa (Futuro In) che, ritenendolo diffamatorio, ha chiesto all'amministrazione di adottare provvedimenti nei confronti del consigliere grillino. La sollecitazione è stata immediatamente raccolta dal sindaco. «Non si possono fare affermazioni del genere, soprattutto se provengono da un consigliere», ha concluso, «le valuterà l'ufficio legale».
Gennaro Della Monica
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