Imprenditori e volontari dicono addio a Barnabei

Ieri nel duomo c’erano i vertici di Confindustria, Croce rossa e Misericordia Molti ex dipendenti in lacrime. Don Aldino: «Era una persona di gran cuore»
TERAMO. In tanti hanno voluto dare l’addio ad Alfiero Barnabei, morto martedì dopo una lunga malattia. Ieri alle 14 la cattedrale era piena, soprattutto di imprenditori, ma anche di volontari e di ex dipendenti delle due fabbriche di mobili di sua proprietà – la Barnabei Alfiero e la Abf, ora chiuse – molti dei quali in lacrime.
Ovviamente, essendo stato l’imprenditore per dieci anni presidente di Confindustria, c’erano tutti i vertici dell’associazione, a livello locale e regionale, a partire dal presidente provinciale Ercole Cordivari, al presidente regionale Agostino Ballone, al presidente del gruppo giovani Gran Sasso Giammaria de Paulis.
E poi c’era il presidente della Camera di commercio, Giandomenico Di Sante– non a caso Barnabei aveva fatto parte di giunta e consiglio – e l’ex Giustino Di Carlantonio. Oltre ai tanti imprenditori – presenti i rappresentanti di tutte le associazioni datoriali e della Fratellanza artigiana – c’erano anche i politici e gli amministratori comunali, dal vicesindaco Mirella Marchese all’assessore al commercio Marco Tancredi, ad alcuni consiglieri per arrivare all’ex sindaco Angelo Sperandio. E poi tanti volontari di Croce rossa, di cui era stato presidente e della Confraternita della Misericordia, che aveva creato dal nulla.
Nell’omelia il parroco don Aldino Tomassetti ha ricordato la figura di Barnabei esaltandone semplicità e grande cuore. «Non c'è stata una persona, anche fra noi sacerdoti – ad esempio se serviva uno scaffale per la chiesa – che non si sia rivolta a lui. Una persona sensibile alle esigenze degli altri, lo dimostra l’impegno nella Croce rossa e della Misericordia». Barnabei, che lascia i figli Mauro e Claudia, è stato tumulato nel cimitero di San Nicolò vicino alla moglie. (a.f.)
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