Imprese edili ferme, in 442 su 710 chiedono la cassa integrazione

La Filca Cisl lancia l’allarme: circa duemila lavoratori rischiano di rimanere a lungo senza soldi Per 268 ditte non risultano domande e 183 hanno chiesto il pagamento Inps, che ha tempi biblici
TERAMO. Più di mille lavoratori edili in provincia rischiano di prendere poco o niente con lo stipendio di marzo e niente ad aprile. E altri mille non si sa che fine abbiamo fatto.
La Filca Cisl fotografa la variegata situazione del settore edile a quasi un mese dal blocco totale delle attività produttive, e fra queste i cantieri. Per accedere alla cassa integrazione però c’è l’obbligo di informativa e l’esame congiunto con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.
«Su una platea di circa 710 aziende edili, che occupano oltre 4.200 lavoratori, sono pervenute 442 informative di richiesta Cig a sospensione, ossia circa il 62%. Qui, la prima domanda che ci poniamo: ed il restante 38%?», esordisce il segretario della Filca Giancarlo De Sanctis, «Cosa stanno facendo i 1000 lavoratori che mancano all’appello? O forse queste aziende non hanno inviato l’informativa sindacale col rischio di vedersi richiedere dall’Inps la Cig concessa?».
Delle 442 aziende che hanno fatto richiesta di cassa integrazione solo 246 hanno risposto alla richiesta di esame congiunto ossia il 56%. «Anche qui», incalza il sindacalista, « ci chiediamo: il restante 44%, ossia le 195 imprese che mancano all’appello, hanno espletato la procedura di consultazione sindacale? Come e con chi, se non con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative che hanno loro chiesto l’esame congiunto? Sono coscienti che, in mancanza, corrono il rischio di vedersi richiedere dall’Inps la Cig concessa?A tutte le 442 imprese, la Filca Cisl ha chiesto per i lavoratori edili l’anticipazione della Cig alle normali scadenze paga. Delle 246 aziende con le quali è stato concluso l’esame congiunto, solo il 26% di esse, ossia 63, ha accettato di anticipare la cassa integrazione ai propri dipendenti per una platea di 627 lavoratori. Di contro il 74%, ben 183 aziende, ha chiesto il pagamento diretto della Cig da parte dell’Inps, mettendo cosi a rischio la sopravvivenza di 1091 lavoratori edili». I tempi di liquidazione dell’Inps si prevedono piuttosto lunghi.
«Di fatto 1091 lavoratori stanno per percepire, per chi avrà la fortuna di essere retribuito, la retribuzione di marzo più che dimezzata e non percepiranno alcuna retribuzione per la mensilità di aprile, visto il prolungamento del blocco delle attività», precisa De Sanctis, «la cosa che più ci ha lasciato perplessi è l’atteggiamento delle aziende edili più grandi e strutturate della provincia, soprattutto quelle impiegate nella ricostruzione post sisma a L’Aquila, con attività continua da anni e fatturati decisamente importanti; la maggior parte di queste aziende ha scelto di non anticipare ai propri lavoratori la Cig. Ci piacerebbe poter pubblicare l’elenco delle aziende che invece hanno scelto di restare al fianco dei loro dipendenti e di sostenerli economicamente anche in questo difficile momento. A loro va il nostro plauso ed il nostro ringraziamento. Così come ci sentiamo di ringraziare i consulenti del lavoro che hanno sostenuto l’impatto di una procedura poco chiara è sempre più ingarbugliata dalle varie norme che si sono susseguite e con i quali, come Filca Cisl, abbiamo collaborato sin dal primo giorno per interpretare al meglio le procedure e lavorare in sincrono». (a.f.)
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