In 100 in piazza per l’Afghanistan

Un grande telo nero copre tutte le donne presenti, poi viene coperto di lumini
TERAMO. Un lungo telo nero è stato portato in corteo da largo San Matteo fino a piazza Martiri, e qui tutte le donne presenti sono state coperte da esso, sparendo alla vista. Poi, a un segnale convenuto, si sono scrollate di dosso il telo e lo hanno deposto a terra, poggiandovi sopra dei lumini. Il flash mob organizzato ieri a Teramo dall’Arci in collaborazione con altre associazioni e organismi del territorio ha voluto simboleggiare così la condizione delle donne dell’Afghanistan dopo il ritorno al potere dei talebani: il buio le ha avvolte, resta la speranza di tornare a rivedere la luce.
L’iniziativa ha vissuto un primo momento in largo San Matteo, dove sono state recitate poesie di autrici afghane e dove Simona Fernandez dell’associazione Salam ha fatto una videochiamata a un attivista afghano per i diritti civili, che parlando in inglese ha raccontato le drammatiche vicissitudini sue e delle sue familiari (la madre e cinque sorelle). Lui creava vestiti moderni e colorati e con la presa del potere da parte dei talebani ha dovuto chiudere la propria attività, le donne della famiglia sono costrette a stare chiuse in casa e hanno dovuto lasciare l’insegnamento (la madre) e gli studi universitari (le sorelle). La famiglia vorrebbe fuggire dal Paese ma, ha riferito l’attivista, è impossibile ottenere passaporti e visti e tutti loro rischierebbero grosso se tentassero di fuggire perché sono in una “lista nera” in quanto collaboratori degli occidentali. Una testimonianza che ha molto toccato i circa cento presenti.
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