In 500 per l’addio al 56enne morto contro un Tir in A14

4 Febbraio 2020

Nel santuario dello Splendore l’ultimo saluto a Diego Di Pizio Il ricordo dei colleghi: «Sempre pronto ad aiutare gli altri»

GIULIANOVA. Lavoratore instancabile, uomo generoso e sempre disponibile, soprattutto punto di riferimento per i suoi colleghi. Così è stato ricordato nel corso dei funerali che si sono svolti ieri nel santuario dello Splendore il giuliese Diego di Pizio, il 56enne informatore scientifico scomparso giovedì scorso in un incidente sull’autostrada A14, in prossimità dell’uscita di Città Sant’Angelo. In quel momento c’era la coda dei Tir e Di Pizio, con la sua auto, è andato a schiantarsi contro il camion che lo precedeva.
La chiesa ieri era stracolma. Circa cinquecento persone hanno partecipato commosse al funerale, celebrato da padre Simone, insieme ai suoi famigliari, la moglie Evelinda, la madre Costantina, il fratello Enio, la suocera Gabriella, le cognate Silvana e Delia, il cognato Giuseppe, e i suoi adorati nipoti Lorenzo, Valerio ed Eros. Molti, a fine celebrazione, hanno voluto dare una testimonianza per ricordarlo a partire dal fratello Enio. «Diego era una persona speciale», ha detto, «un fratello meraviglioso, uno sposo esemplare. Aveva amore per la natura, per l’ambiente. Era impegnato in molte attività nel sociale, e il suo lavoro lo portava spesso sulle strade e autostrade tra l’Abruzzo e il Molise». Un uomo molto vicino anche allo sport, dimostrato dalla presenza di rappresentanti della federazione pugilistica italiana e del Coni, oltre al Rotary club di Teramo est, del quale era socio.
Commovente il ricordo del nipote Eros. «Nonostante i suoi impegni lavorativi, trovava sempre un momento per incontrarci», ha detto, «o per mandarci un messaggio. Era una persona positiva, generosa e sempre con un sorriso». Anche una sua collega e amica ha voluto dare una testimonianza. «Vorrei dirti grazie», ha evidenziato la collega, «perché ci sei stato sempre, un punto di riferimento per tutti noi, con la tua dolcezza e la tua serietà. Avevi sempre una parola buona per tutti. Più di una volta mi hai aiutato a superare momenti di difficoltà e sono certa non solo a me».
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