In arrivo 52 tecnici, il Comune di Teramo ne avrà almeno sette

Nel corso del comitato istituzionale il direttore dell’Usr Rivera illustra una bozza di ripartizione Sul decreto ad hoc chiesto dal sindaco si dice contrario: «Ora sarebbe una decelerazione»
TERAMO. La vera novità dell’ultima seduta del comitato istituzionale per la ricostruzione, che si è svolta ieri mattina al Parco della scienza, è stata la bozza di ripartizione delle ulteriori 52 unità di personale destinate all’Abruzzo. Di queste 30 sono quelle assegnate dalla cabina di regia riunita martedì scorso a Roma dal commissario Piero Farabollini, che ha accolto l’istanza dei rappresentanti del cratere abruzzese di riequilibrare le risorse tecniche messe a disposizione con il decreto sblocca cantieri, mentre 20 saranno assunte grazie al recupero delle economie dei fondi non spesi.
Secondo la proposta illustrata ieri dal direttore dell’Usr Vincenzo Rivera, redatta partendo dall’assunto che tutti i Comuni avrebbero richiesto l’assegnazione delle funzioni per le pratiche B e C (danni lievi) e per le pratiche E con livello operativo L4 (demolizione e ricostruzione), a Teramo dovrebbero arrivare 7 tecnici. Gli altri, invece, dovrebbero essere così ripartiti: 1 a Barete, 2 a Cagnano Amiterno, 2 a Campotosto, 2 a Capitignano, 4 a Montereale, 2 a Pizzoli, 3 a Campli, 1 a Castel Castagna, 1 a Castelli, 3 a Civitella del Tronto, 2 a Colledara, 2 a Cortino, 2 a Crognaleto, 1 a Fano Adriano, 1 a Farindola, 2 a Isola del Gran Sasso, 4 a Montorio al Vomano, 1 a Pietracamela, 1 a Rocca Santa Maria, 2 a Torricella Sicura, 2 a Tossicia, 2 a Valle Castellana, 1 alla Provincia dell’Aquila, 1 alla Provincia Teramo. Una bozza di ripartizione destinata ad essere modificata, visto che ci sono già dei Comuni che hanno annunciato che non chiederanno l’assegnazione delle funzioni. Rivera, inoltre, ha proposto ai piccoli Comuni di non optare per la delega e di lasciare le relative unità all’Usr.
«È stato un incontro importante», ha commentato il sindaco Gianguido D’Alberto, «in cui è emersa, intanto, una proposta da parte del direttore dell’Usr sulla rimodulazione del personale aggiuntivo che abbiamo ottenuto. Una proposta che ovviamente dovrà essere sottoposta ai Comuni, anche perché la distribuzione definitiva dovrà essere fortemente legata alle funzioni che gli enti chiederanno di svolgere e al numero delle pratiche». Il sindaco ha ribadito in ogni caso come le risorse, seppur potenziate, non siano sufficienti. «Stiamo parlando del poco quando dovremmo chiedere tanto», ha commentato, «Adesso, però, c’è uno spirito collaborativo che sarò fondamentale per fare fronte comune e chiedere un cambio di passo con un decreto sisma dedicato, più risorse e una semplificazione normativa». Un idea, quella di un decreto ad hoc, che non convince il direttore dellUsr Rivera, che ieri ha presentato anche l’ultimo report sul cratere sismico abruzzese con vari dati tra i quali quelli sugli edifici inagibili, ad oggi 9.054, e sulla popolazione assistita, pari a 6.552 unità. «A tre anni dal sisma parlare di un nuovo impianto normativo ritengo sia una decelerazione», ha detto, «La ricostruzione si fa con il personale ed oggi abbiamo personale adeguato». Soddisfatto per l’incontro di ieri anche il presidente della Regione Marco Marsilio, che però pur parlando di un passo avanti grazie al riconoscimento da parte della cabina di regia del fabbisogno di personale dell’Abruzzo, ha sottolineato come i problemi siano ancora numerosi. «Occorrono una semplificazione normativa», ha detto, «assunzione di personale qualificato in numero adeguato e una legge organica che permetta di agire senza confusione e incertezze interpretative».
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