In arrivo i test rapidi negli ospedali

Ormai solo due ricoverati positivi, uno a Teramo e uno ad Atri. La Asl si prepara alla fase successiva, con le diagnosi veloci
TERAMO. Scende ai minimi storici il numero di malati di coronavirus ricoverati negli ospedali della Asl di Teramo. Ne sono rimasti solo due, uno ad Atri e l’altro nella Rianimazione Covid di Teramo.
La malata di Atri è la donna di Alba Adriatica su cui sono state fatte le trasfusioni di plasma iperimmune arrivato da Pavia, che sta lentamente migliorando. A Teramo uno dei due malati si è negativizzato e ieri mattina dalla Rianimazione è stato spostato nelle Malattie infettive bis, cioè nell’ex Hospice. Quando anche l’altro diventerà negativo – per il momento il tampone è dubbio – la Rianimazione Covid chiuderà.
OSPEDALI E TEST RAPIDI. Si apre dunque una nuova fase nei due ospedali Covid della Asl di Teramo. Se ad Atri stanno finendo la sanificazione e mercoledì 3 giugno tutti i settori dell’area non Covid saranno operativi, la Asl si prepara a rivoluzionare gli accessi negli ospedali. Sono infatti state ordinate otto apparecchiature per i test rapidi, che dovrebbero arrivare entro giugno. In sostanza si potranno fare tamponi che daranno risultati già in 20 minuti. Questo eviterà i ricoveri nei pazienti nei reparti-filtro in attesa del risultato del tampone fatto in entrata. Ma anche agevolerà l’attività per prestazioni particolari che implicano un particolare contatto con il paziente, come quelle di pneumologia, otorino, odontoiatria ed endoscopia, per cui adesso il paziente, un paio di giorni prima, si deve fare il tampone. Insomma, saranno snellite parecchio le procedure: non a caso tutti i pronto soccorso saranno dotati di test rapidi.
In effetti la Asl ha anche ordinato cinquemila test sierologici che con un prelievo di sangue accertano se l’organismo ha sviluppato gli anticorpi al coronavirus. Sono utili ad analisi epidemiologiche mirate, ad esempio su determinate categorie come gli operatori sanitari.
RIANIMAZIONE. Sempre della nuova fase dell’assistenza ospedaliera ai tempi del coronavirus, rientrano i lavori nella Rianimazione generale del Mazzini. Qui, in vista della chiusura di quella Covid, sarà creata una “zona sospetti”. In sostanza si stanno allestendo due camere da un posto ognuna, “a pressione negativa”, che ospiteranno i pazienti che non hanno fatto un tampone. Un esempio possibile è il ricovero di una persona coinvolta in un incidente stradale. I posti della Rianimazione generale, dunque, saliranno da nove a 11. In effetti il reparto già aveva una zona isolamento, ma non c’era la pressione negativa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

