In arrivo l’anticipo della tassa sui rifiuti

14 Marzo 2018

Tortoreto, confermata la prima rata visto che non è stato possibile eliminare i rincari del 2017

TORTORETO. In arrivo nelle case dei tortoretani le prime bollette della Tari: confermato dall’amministrazione, infatti, l’anticipo della tassa dei rifiuti da pagare entro fine marzo, a cui seguiranno altre due rate con scadenza al 30 giugno e al 30 settembre.
La rata di anticipo è stata introdotta nel 2017 durante la gestione commissariale del Comune (prima si pagava in due rate nella parte finale dell’anno), con lo scopo anche di diluire l’onere economico per le famiglie, visto il rincaro del 30% della tassa dei rifiuti sancito dallo stesso commissario prefettizio Francesco Tarricone. Quel rincaro che l’amministrazione del sindaco Domenico Piccioni ha dovuto riconfermare, a causa dell’aumento dei costi per lo smaltimento dei rifiuti dovuto allo scarso risultato della raccolta differenziata nell’ultimo anno, ma anche a causa della dilagante evasione fiscale, che ha costretto l’ente ad una guerra totale contro chi non paga le tasse comunali. L’amministrazione, anche attraverso il vicesindaco e delegato al bilancio Francesco Marconi, ha quindi rimandato almeno al 2019 la tanto richiesta riduzione della Tari, scatenando per questo discussioni e polemiche. L’ultima critica, viene dal capogruppo di opposizione Domenico Di Matteo, che parte dal tema della differenziata: «Il centrodestra che ha amministrato negli ultimi 9 anni deve assumersi le sue responsabilità, anche per la mancanza di controlli sui rifiuti: nel 2009, alla fine del mio mandato da sindaco, ho lasciato una città che superava la soglia del 65% di raccolta differenziata, oggi la ritrovo al 50%». Poi sulla tassa: «Nelle ultime settimane l’amministrazione ha sbandierato una serie di proclami sul recupero di crediti, come quello sul milione e mezzo dell’accordo con i grandi evasori. Gran parte di queste somme arriveranno, forse, fra 6 anni, vista la lunghissima rateizzazione. I proclami, quindi, sono serviti solo a giustificare e sviare dal tema del rincaro della Tari. L’amministrazione, invece, anche per stimolare la differenziata, avrebbe potuto mandare almeno un segnale ai cittadini corretti con le prime somme recuperate: abbassare anche di una piccola parte quel 30% aggiunto durante la gestione commissariale, invece di riconfermarlo totalmente».
Di Matteo, poi, è intervenuto anche sulla questione della tassa di soggiorno, continuando il suo botta e risposta con l’assessore al turismo Giorgio Ripani sulla destinazione dei proventi della gabella dal 2019. Se Di Matteo aveva parlato di “vaghezza” nel regolamento, Ripani aveva riconfermato la destinazione verso il turismo parlando di “polemiche sterili”. Di Matteo continua: «Ho letto bene il regolamento: mi chiedo perché l’assessore e tutta la maggioranza in consiglio comunale abbiano votato contro la proposta della minoranza di specificare che la destinazione dei proventi verso la promozione turistica sia “esclusiva” e non solo “prioritaria”».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .