In aula gli sfollati Ater senza luce

23 Febbraio 2024

Chiedono aiuto al sindaco dopo le mega bollette e i distacchi per morosità

TERAMO. Via Balzarini e Colleatterrato: l'Ater e la gestione delle abitazioni terremotate nell'occhio del ciclone. Ieri mattina alcuni sfollati che vivono nell'ex Fabbrica del benessere di Colleparco si sono presentati in consiglio comunale per tornare a chiedere aiuto al sindaco Gianguido D'Alberto. Da un paio di settimane sono senza energia elettrica condominiale, staccata per morosità, con ricadute su luce e riscaldamento negli appartamenti per via del sistema di domotica del palazzo. Il debito con Enel è legato al fatto che le rette del condominio sarebbero elevate e non chiare: le somme richieste non sarebbero giustificate da consumi dettagliati o servizi precisi. C'è chi si è visto recapitare richieste di pagamento per oltre 4mila euro annui senza potervi far fronte. Da qui la morosità e lo stop all'energia. Il Comune ha raggiunto una mediazione con Enel, che si è detta pronta a riattivare l'utenza a fronte di un acconto e di un piano di rientro ma all'assemblea di condominio l'Ater non si è presentata e nulla sembra muoversi.
I problemi proseguono anche a Colleatterrato: a denunciarli è il circolo locale del Pd, guidato da Paolo Rapagnani, che ricorda come la Regione abbia detto no a un emendamento del consigliere Dino Pepe che chiedeva l'attribuzione ad Ater di 400mila euro proprio per gestire la situazione degli immobili terremotati. «A Colleatterrato l’unica cosa che spicca sono le incompiute come la palazzina di via Spataro, abbattuta più di un anno fa e mai ricostruita; e poi la situazione di via Adamoli dove alcuni inquilini non riescono ancora a rientrare in casa perché gli alloggi, alla riconsegna delle chiavi, presentano danni al mobilio. Per questi inquilini il danno è doppio perché non percepiscono più il Cas», scrive Rapagnani. (v.m.)