In calo i morti sulle strade: da 19 a 16
La statale 16 e la 80 sono i tracciati più pericolosi, spiccano i sei motociclisti uccisi in schianti con autoveicoli
TERAMO. Il dato del 2019, va detto subito, è il migliore da quando, poco più di vent’anni fa, il Centro ha cominciato a tenere il conto degli incidenti mortali sulle strade della provincia. Da allora solo nel 2014 ci sono state meno vittime, 14, rispetto alle 16 registrate nell’anno appena trascorso. Dopo quel 2014 da record, come leggete nel grafico a fianco, c’era stato addirittura un più cento per cento l’anno successivo (28 vittime) e poi si era tornati su numeri intorno ai venti morti l’anno. Il 2019, se si guarda la materia con l’occhio freddo della statistica, ha segnato dunque un netto progresso rispetto al recente passato e fa pensare addirittura a un altro mondo rispetto agli anni che hanno preceduto l’avvento della patente a punti (entrata in vigore nel giugno del 2003): all’epoca, in provincia, si superavano sistematicamente i 50 morti l’anno e addirittura nel 2002 si toccarono i 64. Ben altri numeri rispetto a quelli attuali, dunque. Ma oltre a sottolineare con soddisfazione che certe stragi sono solo un ricordo, si deve anche ribadire che sulle strade del Teramano si continua a uccidere e morire e che in certi luoghi si continua a farlo implacabilmente, e con le stesse modalità di un tempo.
LE DUE RUOTE E LA SS 16. Il 2019 è stato segnato dall’elevata percentuale, sul totale delle vittime, di motociclisti vittime di impatti con autoveicoli. Sono stati sei, quasi tutti nei mesi caldi (due a giugno, uno a luglio, uno ad agosto e uno a settembre). Di questi sei schianti auto-moto, quattro sono avvenuti sulla statale 16 Adriatica: nell’ordine a Pineto, Silvi, Giulianova e ancora a Silvi. L’Adriatica si conferma la strada del Teramano più pericolosa, con cinque incidenti mortali (il quinto è stato uno scontro tra un’auto e un camper nel territorio di Martinsicuro). Stavolta spicca questa particolarità della strage di motociclisti, che conferma un altro vecchio andazzo della nostra provincia: la scarsa considerazione che il guidatore medio ha per i cosiddetti “utenti deboli” della strada (pedoni, ciclisti e appunto motociclisti). Nel caso dei centauri, è vero, spesso c’è un loro concorso di colpa per l’elevata velocità o per qualche sorpasso avventato. In quasi tutti gli incidenti mortali recenti con motociclisti come vittime, però, si è registrata una mancata precedenza dell’automobilista, o nello svoltare a sinistra o nell’immettersi da una strada secondaria. Se non altro, il 2019 ha segnato una netta diminuzione dei pedoni travolti: erano stati cinque nel 2017 e altrettanti nel 2018, l’anno scorso ci si è fermati a due.
IL CASO STATALE 80. Nel 2019, subito dietro la statale Adriatica, tra i “punti neri” della provincia è tornata la Ss 80. Quattro gli schianti mortali registrati sul vecchio tracciato della strada che da Giulianova conduce all’Aquila, due dei quali nel territorio di Montorio, uno a San Nicolò a Tordino e uno nel comune di Giulianova. Nessuna meraviglia: la 80, come le altre fondovalli teramane, attraversa continuamente centri abitati e questo crea le premesse per ogni genere di incidenti. Nei due anni precedenti la fondovalle più pericolosa era stata la Ss 150 del Vomano, che invece nel 2019 non ha registrato vittime. Ma, purtroppo, la 150 è sempre quella e c’è da ritenere che sia stato solo un caso fortunato.
LA TERAMO-MARE. Su quella che, A14 e Ss 16 a parte, è diventata l’arteria più trafficata della provincia è avvenuto l’incidente mortale più particolare dell’anno scorso: uno scontro frontale tra due auto, una delle quali (guidata da un anziano di Nereto) percorreva la superstrada contromano. Sulla Teramo-mare ci sono stati, anche l’anno scorso, altri casi di ingressi contromano, per fortuna finiti senza vittime, e tanti incidenti con feriti, in particolare tamponamenti. Aver abbassato il limite a 90 km orari non ha affatto migliorato la sicurezza, dunque. L’Anas dovrebbe invece metter mano agli svincoli, alcuni dei quali incredibilmente pericolosi.
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