In centinaia danno l’addio all’arbitro

Tantissime persone alla Madonna dello Splendore per i funerali di Franco Bei, morto dopo un incidente stradale a Teramo
GIULIANOVA. Gli arbitri e i calciatori, le sciarpe del Giulianova e del Milan, la bandiera della Uisp sulla bara e le testimonianze toccanti dei suoi colleghi arbitri. Circa 800 persone hanno voluto rendere omaggio ieri mattina a Franco Bei, l’arbitro di calcio della Uisp di Giulianova, di 59 anni, morto sabato scorso all’ospedale a Teramo dopo una settimana di agonia, in seguito a un incidente stradale. Il funerale è stato celebrato nel santuario della Madonna dello Splendore.
Il 25 gennaio Bei avrebbe dovuto arbitrare a Valle San Giovanni la partita del campionato amatoriale Uisp tra l’Alto Tordino e il Chiarino, ma sotto la galleria Costantini del Lotto Zero ha perso il controllo del suo scooter, a causa di un'ischemia che lo ha colpito mentre guidava, andando a scontrarsi frontalmente con un’auto che veniva dalla direzione opposta. Come richiesto da lui stesso, le sue spoglie saranno cremate: oggi il suo corpo sarà trasportato a San Benedetto e il 18 febbraio le sue ceneri torneranno a Giulianova per essere custodite nel cimitero.
Davvero tanti i presenti: tra questi l’arbitro di serie A Antonio Di Martino, l’allenatore Francesco Giorgini e i suoi colleghi della Betafence di Tortoreto, dove Bei lavorava come magazziniere da 30 anni, che sono riusciti a esserci grazie alla sospensione del turno di mattina deciso dai vertici dell’azienda. Troppo grande il dolore della madre Lina, della moglie Lorella, della sorella Vincenza e del figlio Stefano. C’erano anche i responsabili della squadra di calcio a 5 Giulianova Annunziata della quale era stato dirigente qualche anno fa, diversi tifosi del Giulianova calcio, e molti colleghi arbitri che per omaggiarne la memoria hanno indossato una maglietta con la sua foto e la scritta “Sarai sempre con noi”. E poi i giovani calciatori del Giulianova, perché nell’ultimo anno Bei era diventato anche accompagnatore delle giovanili giallorosse.
Davvero toccanti le testimonianze, a fine celebrazione, di due suoi colleghi arbitri, che hanno ricordato le doti umane di Bei. «Tu che sei stato un uomo che arbitrato più partite che giorni della tua vita», ha detto uno di loro, «oggi hai diretto la partita più bella, la tua vita. Sei stato impeccabile, non hai commesso nessun errore. Non ci sono parole per definire la tua grandezza». «Non c’è tempo», ha detto l’altro arbitro, «che può cancellare la mancanza, soprattutto quando l’impronta è profonda. Di te Franco mi ricordo un episodio della mia prima partita da centrale. Il designatore che era con noi mi disse che io avrei fatto il centrale e tu il mio assistente insieme a lui. Ricordo la tua scrupolosità nella forma fisica e i tuoi richiami, quando spronavi ognuno di noi. Quello che tu ci lasci è la consapevolezza che la vita va vissuta, va affrontata, ma soprattutto va rispettata».
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